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Bussi: dopo Report, interrogazione su bonifica discarica

Un’interrogazione per sapere se il Presidente Chiodi e la Giunta regionale condividano la posizione del Commissario Goio sulla bonifica della discarica “Tremonti” di Bussi sul Tirino. Nel documento, firmato dal Capogruppo di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo, l’esponente della minoranza in Consiglio regionale ripercorre tutta la vicenda sull’inquinamento dell’area, definita anche in alcune inchieste giornalistiche “una bomba ecologica tra due fiumi”.
Il Commissario nominato dal Governo, Adriano Goio, sarebbe infatti orientato a non procedere alla bonifica totale della discarica (il cui costo è stimato in 80 milioni di euro), optando per un intervento per cui sarebbero sufficienti 12 milioni e destinando il resto dei 50 milioni di fondi statali disponibili, alle opere di bonifica del sito dove oggi insiste lo stabilimento della Solvay e su cui dovrebbe sorgere un cementificio di proprietà del gruppo Toto. Acerbo chiede a Chiodi se “non ritengano che le risorse pubbliche vadano concentrate sulla bonifica delle discariche, invece che sul sito Solvay”. Il Capogruppo di Rifondazione vuole anche conoscere “quali iniziative si intendano intraprendere per far sì che i 50 milioni stanziati con il Milleproroghe 2011, siano utilizzati per la bonifica della discarica e per reperire le risorse aggiuntive eventualmente necessarie”.
Segue la nota di Acerbo.
La puntata di Report* dedicata a Bussi ha fortunatamente riportato l’attenzione anche nazionale sulla megadiscarica e sulla vicenda dell’erogazione dell’acqua contaminata.

La Gabanelli e Riccardi hanno confermato le critiche che come Rifondazione e ambientalisti abbiamo formulato da tempo all’operazione Toto – Solvay (finanziata con l’emendamento bipartisan Marini-Letta) e anche le nostre perplessità sulla strategia del commissario Goio.
Ho depositato oggi un’interrogazione a Chiodi per ricordargli l’esistenza della discarica di Bussi (il testo lo trovate in allegato).
Credo che il quadro di questioni che ho tratteggiato nell’interrogazione possa servire ai cittadini e agli stessi operatori dell’informazione per fare il punto.
* Nella ricostruzione di Report c’è una piccola lacuna. Il prof. Fausto Croce si rivolse al compagno Guido Renzella del circolo PRC di Torre de Passeri che mi telefono’ proprio mentre mi trovavo con Augusto De Sanctis del WWF. Venne fuori l’idea di commissionare a un laboratorio certificato le analisi. Una volta ottenuti i dati che confermavano le analisi del prof.Croce decidemmo di renderli pubblici con una interrogazione parlamentare. Precauzione saggia perche’ gli esponenti del “partito dell’acqua” che controllavano Ato e ACA non solo negarono l’evidenza ma presentarono anche una denuncia in procura contro chi stava – secondo loro – facendo terrorismo ambientale. Poi sotto processo ci sono finiti loro! Purtroppo le leggi italiane sono troppo blande in tema di reati ambientali!

Vorrei rassicurare i cittadini: i pozzi contaminati vennero chiusi su intervento del commissario Goio dopo la mia interrogazione. Se l’acqua erogata oggi è pulita, rimane lo scandalo dei metodi di gestione dei servizi idrici da parte del PD pescarese.

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