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Bussi. Bonifica e reindustrializzazione: venerdì la firma dell’accordo di programma, in ballo 40 milioni e il futuro dell’area. Le associazioni vogliono vederci chiaro

Si terrà venerdì 30 ottobre, presso la Casa Comunale di Bussi sul Tirino , la riunione della Conferenza dei servizi convocata dal sindaco Lagatta che dovrebbe culminare con la firma dell’accordo di programma tra la Regione, il Comune, il Commissario Goio, il ministero dell’Ambiente, la Solvay e il nuovo investitore Filippi Farmaceutica: obiettivo, dare il via alla bonifica del sito inquinato e al processo di reindustrializzazione delle aree adiacenti.
L’accordo prevede il passaggio di proprietà, in maniera gratuita, del sito industriale Solvay al Comune di Bussi, previa la bonifica dell’area ex Medavox, per la quale è stata preventivata una spesa di circa 6 milioni di euro. A subentrare nell’area ex Solvay sarà la Filippi Farmaceutica, che utilizzerebbe l’area, diventata del Comune, in diritto di superficie e contestualmente acquisirebbe gli impianti e gli stabilimenti della Solvay stessa. Inoltre verrebbe avviata l’opera di bonifica delle aree esterne, sotto la responsabilità del commissario Goio, che potrà contare sulla disponibilità di circa 40 milioni di dei 50 assegnati dal Governo e solo in parte utilizzati.

C’è tanta carne al fuoco, dunque, fra reindustrializzazione, bonifiche dei territori e fondi che devono essere gestiti nella maniera più trasparente possibile. E’ quello che chiedono le associazioni ambientaliste e non solo (si tratta di Italia Nostra, Marevivo,Medici per l’ambiente Pescara,Ecoistituto Abruzzo,Mila donnambiente) di Bussi che, in una lettera aperta, hanno affermato di volerci veder chiaro e, al tempo stesso, hanno reso noto le loro proposte.

“Apprendiamo dalla stampa che domani 30 ottobre molti di voi saranno chiamati a Bussi per un accordo di programma che dovrebbe consegnare al sindaco del paese la responsabilità di gestire quanto resta dei 50 milioni di cui dispone il Commissario Goio , al fine della bonifica e della reindustrializzazione di parte delle aree interne allo stabilimento chimico.

Apprendiamo anche che questo accordo prevederebbe la chiusura della fabbrica Solvay e l’abbandono, da parte di quest’ultima, del sito di Bussi. Le aree contaminate verrebbero “regalate”, gli ultimi impianti produttivi rimasti e le tre centraline idroelettriche verrebbero vendute ( Solvay dice gentilmente che è disposta a cederli…”a titolo oneroso”).
Conseguenza: il dovere di risanare l’ambiente inquinato, che la legge assegna al proprietario, passerebbe automaticamente da Solvay al Comune.
Il quale intende utilizzare a tal fine e per la re-industrializzazione ciò che resta dei “nostri” pubblici 50 milioni , messi nelle tasche di Goio, che sembrerebbe d’accordo.
Però, che regalo per la Solvay! Altro che terno al lotto!
Sembra semmai di assistere al gioco delle tre carte: al “dovere” di Solvay pensano direttamente le casse dello stato, tramite la mediazione del Sindaco di Bussi, con la benedizione del Commissario Goio nominato a garantire la messa in sicurezza dei cittadini e dell’ambiente…
Ma di tutti i cittadini e di tutto l’ambiente dell’intera valpescara, non solo di Bussi!
Così, dopo che il processo ha assolto la Montedison, assolviamo, dai suoi compiti, anche Solvay. E di processi ne avremmo così perso un altro!

2- Ammesso e non concesso che, con quei pochissimi ( rispetto a quelli che occorrerebbero!) soldi pubblici si riesca a mettere in sicurezza e/o bonificare l’area industriale e le discariche A e B situate nella zona nord del paese, non avremmo fatto che una minima parte del risanamento necessario al disinquinamento delle acque ( fiume e falde) e dell’ambiente di valpescara! L’accordo di programma, infatti, vuol far passare un percorso che non seguirebbe la corretta procedura di bonifica sancita dalla legge (Testo Unico “Norme in materia ambientale”) …ma parla di “procedure semplificate”, limitandosi a un’analisi di rischio solo sanitaria limitata alla qualità dell’aria…e dimenticandosi delle altre parti ambientali (terreni, sottosuoli, falde e sostanze gassose di cui sono intrisi)

3- Come il processo ha inequivocabilmente dimostrato – pur assolvendo quei dirigenti Montedison – l’inquinamento di falda e di fiume, che ancora si rinnova lungo la valle fino al mare , è da far risalire alle sostanze chimico-clorurate contenute nella discarica Tremonti, situata fuori del paese, sulla sponda del fiume, immersa direttamente in falda.
Gli effetti ambientali e sanitari non sono quindi avvertibili se non marginalmente in Bussi, ma nella valle fino a Pescara, che ne subisce la sintesi sommatoria.
Eppure sulla discarica Tremonti, individuata da tutti gli studi condotti come fondamentale fonte d’inquinamento delle falde della valpescara, non una parola dentro l’accordo, non un euro quindi da spendere.
Solvay, evidentemente, vale più delle nostre/vostre cittadinanze e della nostra/vostra salute e più dell’intera valle del Pescara fino alla foce..

4- Ci sembrerebbe perlomeno bizzarro che coloro che fra voi sono stati convocati firmassero un tale accordo che, praticamente, sottrae risorse al risanamento dell’intera vallata, azzerando il contributo specialistico, tecnologico, analitico che è tenuta a mettere in campo Solvay e mettendo nelle mani del Sindaco di Bussi “anche” gli interessi delle vostre/nostre comunità..

Coloro che invece non sono stati invitati ma i cui territori sono interessati dalla migrazione degli inquinanti , facciano sentire, finalmente, la propria voce.
A tutti chiediamo di riflettere su quali capacità tecnologiche, economiche, finanziarie ed operative dispone il comune di Bussi che, diventando proprietario delle aree inquinatissime “regalate” da Solvay, dovrebbe occuparsi da allora e per sempre della bonifica!
Una situazione di rilievo nazionale e che richiede cifre di centinaia di milioni di euro in mano a un comune piccolo, privo di mezzi, che dovrebbe appaltare la quasi totalità delle azioni necessarie per le bonifiche e messa in sicurezza.

5- Proponiamo sommessamente la necessità di un coordinamento delle vostre amministrazioni , comprese quelle non appartenenti all’ambito del SIN ma comunque interessate dagli effetti igienico-sanitari dell’inquinamento delle acque , al fine di iniziare ( dopo 8 anni dalla scoperta della Tremonti!!!!) un’autonoma azione di pressing e richieste,in primis al commissario Goio in aggiunta a quella della Regione.
Le associazioni:

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