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Bugnara, ricostruzione: cittadini restituiranno fondi pubblici

Saranno i cittadini a pagare gli “errori” dei propri rappresentanti politici? Sembra essere questa la conclusione a cui giunge l’inchiesta di AbExpress – il primo digital magazine diretto da Lucio Maria D’Alessandro – sui finanziamenti ottenuti “illecitamente” dal comune di Bugnara per la ricostruzione di alcune abitazioni a seguito del sisma del 6 aprile 2009 per cui la Sge ha chiesto la restituzione.

Lo scorso luglio prende il via l’indagine delle Fiamme Gialle di Sulmona, a seguito di un protocollo d’intesa stipulato tra la Sge, la struttura per la gestione delle emergenze e la Guardia di Finanza per contrastare la mala gestione dei fondi pubblici destinati alle popolazioni “realmente” colpite e danneggiate dal sisma.
Sotto la lente d’ingrandimento dei finanzieri finiscono circa cento pratiche e riguardano tutte quelle abitazioni classificate “A”, per cui il Comune di Bugnara nel novembre del 2009 ottiene una prima tranche di finanziamenti pari a circa 500 mila euro.
I danni di gran parte delle abitazioni sono stati certificati con le perizie giurate, mentre per tutti i comuni inseriti nel cratere, quale il caso di Bugnara, è prevista la compilazione delle schede Aedes. Inoltre il costo delle schede redatte, secondo il decreto emesso post sisma, potevano avere una parcella massima che oscillasse tra i 500 e i 600 euro mentre i tecnici chiedevano la somma di circa mille euro.
Chi pagherà? Pagheranno – a quanto risulta a fonti vicine all’inchiesta – i singoli cittadini che eventualmente si saranno “resi complici” con il Comune sulle eventuali riparazioni di edifici che in realtà dal sisma non avrebbero subito danni, perché le fatture delle riparazioni portano il nome dei singoli proprietari delle abitazioni riparate.
CITTADINI PREOCCUPATI – La questione verosimilmente sarà oggetto di discussione anche nel prossimo consiglio comunale, considerato anche il malumore che comincia a serpeggiare nel paese con i cittadini preoccupati di dover restituire eventuali somme impegnate nella riparazione delle abitazioni e considerata la crisi economica che attanaglia sempre più famiglie, non sarebbe certamente una bella notizia.
SECONDA TRANCHE DI FINANZIAMENTI – In attesa di capire chi e se dovrà restituire i 500mila euro, il dato certo è che ora la seconda tranche di finanziamenti, di circa 600 mila euro, è stata congelata e molto probabilmente non arriverà più. Non si esclude che l’indagine possa vedere nei prossimi giorni l’iscrizione di nuove persone nel registro degli indagati.
Dopo il sisma del 6 aprile 2009 furono innumerevoli le polemiche sull’inserimento di Bugnara nel cratere sismico, inizialmente esclusa e poi re-inserita il 20 luglio nel secondo elenco stilato ed integrato sulla base dei rilievi macrosismici effettuati dai tecnici del Dipartimento della Protezione Civile, anche in seguito alle ultime verifiche effettuate dopo il protrarsi dello sciame sismico.
Le prossime settimane saranno decisivie per capire se anche Bugnara potra essere annoverata quale nuovo esempio, tra i tanti, di speculazione sul sisma del 6 aprile 2009.

PER LEGGERE L’INCHIESTA IN FORMATO INTEGRALE:
http://www.abexpress.it/cronaca/item/7468-ricostruzione-i-cittadini-di-bugnara-dovranno-restituire-i-fondi-pubblici

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