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BREVI NOTE NOTE SU Le priorità della Piccola Industria nella presidenza Di Modesto Lolli 2007/2010

Il Comitato Piccola Industria dell’Aquila, quale componente numericamente e strategicamente importante di Confindustria Abruzzo – data l’elevata percentuale di PMi che caratterizzano il tessuto imprenditoriale della nostra regione – punterà all’affermazione dei valori e delle capacità, sempre propositive, di questo vero e proprio sistema connettivo dell’intera regione.

La crescita dell’Abruzzo nella competizione globale ha bisogno delle aziende di notevoli dimensione, le uniche in grado di investire ingenti risorse su ricerca e innovazione e poter fronteggiare, così, i competitors internazionali. Per questo, bisognerà mettere mano a sistemi efficaci di aggregazione delle PMi (cluster o  distretti o consorzi): solo i prodotti e i servizi innovativi possono farci restare sul mercato globale.

In questo ambito, non posso non rimarcare che la necessità di aggregazione, sotto qualsiasi forma, coinvolge la programmazione e la progettazione dei Governi locali, per cui mi sento di dover dichiarare come priorità che si assuma una necessaria equidistanza dalla politica, onde evitare distorsioni e smarrimento degli obiettivi comuni e consentire, invece, un approccio critico e costruttivo.
L’indirizzo politico della mia Presidenza sarà il seguente:
Credito e finanza aziendale: promuovere l’utilizzo di finanziamenti a medio e lungo termine con l’introduzione di prodotti ad hoc; supportare le PMI nell’approccio alle nuove modalità di finanziamento e di accesso al credito previste dal diritto societario. Individuare i percorsi per migliorare le performance dei Confidi e ricercare soluzioni innovative allo smobilizzo dei crediti vantati dalle piccole e medie imprese verso la pubblica amministrazione.
Fiscalità d’impresa: attuare semplici ed efficaci riforme che riducano il prelievo e il costo della fiscalità, vigilando affinché il federalismo fiscale non implichi maggiori imposte ed adempimenti burocratici; ridurre in tempi brevi l’IRAP cominciando dalla componente del costo del lavoro e, successivamente, da quella relativa agli interessi passivi. Rivedere drasticamente la Thin capitalization che rappresenta una pesante e complessa norma di difficile gestione nella struttura delle piccole imprese.
Internazionalizzazione: rafforzare le azioni rivolte alle piccole e medie imprese attraverso la revisione e la razionalizzazione delle risorse disponibili, fino ad ora disperse in troppi rivoli. Per il recupero competitivo dell’Abruzzo è strategico ottimizzare l’offerta di servizi che la Regione mette a disposizione delle PMI nei paesi esteri, implementare la cooperazione fra aziende grandi e piccole, puntare sui consorzi tra imprese, mettere a punto interventi di tutela e controllo che consentano alle PMI di affrontare le sfide rappresentate da Cina ed India. Urge anche  definire ed attuare tempestivamente azioni di tutela dei marchi, dei brevetti, delle tipicità delle produzioni che caratterizzano le nostre Pmi e i nostri mercati di nicchia.

Attività di ricerca e innovazione tecnologica: promuovere, innovandolo, il rapporto diretto con il mondo della ricerca applicata e la diffusione delle innovazioni già prodotte, favorire l’aggregazione di territorio o di filiera in modo da incrementare la propensione ad investire in R&S, rafforzare la gestione dell’innovazione di prodotto sia all’interno che all’esterno delle imprese. Anche in questo, la condivisione di una politica di programmazione con la Regione è di fondamentale importanza.
Formazione e cultura imprenditoriale: fornire all’uomo imprenditore strumenti culturali e relazionali attraverso percorsi formativi e di consulenza, estesi anche ai collaboratori più stretti, che permettano di coniugare al meglio il lavoro in azienda con l’impegno in associazione.

– Supportare le imprese nel passaggio generazionale, che spesso rappresenta un rischio alla sopravvivenza stessa delle aziende ma che, al contempo, può costituire un importante stadio nei processi di crescita aziendale e nel passaggio a forme di gestione di tipo manageriale.
– Continuare il processo di semplificazione amministrativa anche in vista dei nuovi adempimenti burocratici introdotti sia a livello regionale che comunitario. Avviare un percorso per il quale si “guardi”, si copi, direi, alle Regioni più avanti di noi: chi niente ha di nuovo da apportare, è già bravo se sa copiare. Per questo è importante migliorare la comunicazione e lo scambio di best pratices su quanto le imprese, piccole e medie, già fanno altrove, e in accordo e progettazione con gli organi di governo del territorio e le Istituizioni.

Competitività del sistema: le piccole imprese patiscono maggiormente le diseconomie del sistema, per cui, soprattutto in materia di energia, i costi e la difficoltà di approvvigionamento rappresentano una preoccupazione costante. L’argomento merita un presidio costante per individuare ed attuare sistemi di evoluzione del sistema. Per quanto attiene alle infrastrutture, l’argomento è vecchio e lo conoscete ormai tutti: le PMI hanno bisogno di soluzioni di sistema nei collegamenti e nei trasporti per ridurre gli svantaggi della perifericità rispetto ai mercati in espansione soprattutto oltre l’Adriatico. Per riequilibrare gli assi devono essere sfruttate le potenzialità di piattaforma logistica, per le merci provenienti dal Far East e dal Medio Oriente, attraverso i nostri porti e i nostri snodi. Abbiamo un sistema ferroviario fermo a Federico II, strade che sono in alcuni tratti vere mulattiere, quando ci sono, svincoli di accesso ai nuclei nei quali si verificano una media di un incidente al giorno: insomma il problema di isolamento totale che vive L’Aquila è ormai noto a tutti.

 

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