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Bomba: da Confcommercio no a estrazione gas

«L’impianto di estrazione del gas della Forest Oil è incompatibile con il territorio di Bomba. Gli enti locali non possono ignorare la nostra posizione su cui convergono amministrazioni locali e tante associazioni ambientaliste». Lo afferma Confcommercio che torna ad esprimere con forza la propria contrarietà sulla paventata realizzazione di un impianto di estrazione e raffinazione del gas naturale in Val di Sangro. a non convincere affatto sono le rassicurazioni avanzate a più riprese dalla società che, secondo Confcomemrcio, tende a minimizzare sia i rischi per la salute, che i pericoli legati all’elevato dissesto idrogeologico della zona. «È indiscutibile l’impatto negativo complessivo che questa opera porterà nella zona di Bomba. La costruzione di cinque pozzi di estrazione del gas, di un impianto di desolforazione, di nuove strade in un territorio che ha bisogno invece di ristrutturare e riqualificare il tessuto viario già esistente, la presenza di automezzi pesanti e la realizzazione di oltre 7 chilometri di gasdotto mal si sposano – dice Angelo Allegrino, presidente provinciale Confcommercio Chieti – con un comprensorio a totale vocazione naturale e turistica. Gli Enti che devono prendere la decisione di approvare o meno il progetto non possono non tenere conto della contrarietà non solo della Confcommercio – aggiunge Allegrino- ma dell’intero tessuto sociale della zona a cui si sono aggiunti anche l’Amministrazione provinciale di Chieti, venti Comuni e numerose associazioni culturali ed ambientaliste. Il comprensorio del lago di Bomba ha già scelto lo sviluppo che desidera: un turismo eco-compatibile con la valorizzazione del bacino lacustre e della crescita delle attività di servizi e di accoglienza turistica». Allegrino lancia infine un appello alla Regione Abruzzo e alla Provincia di Chieti. «Questi enti devono impegnarsi affinchè il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Chieti, che inserisce la zona di Bomba come seconda area per interesse turistico della Provincia di Chieti per quanto riguarda il turismo montano, venga attuato – dice Allegrino – e che tutte le risorse pubbliche e private si concentrino sullo sviluppo turistico dell’area con il miglioramento del sistema viario esistente e con l’incentivazione alle imprese che vogliano realizzare servizi legati al turismo della valle».

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