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Bene Natale in hotel ma c’e miopia delle Istituzioni

Risulta positivo durante le festività invernali l’andamento del mercato alberghiero in alcune città italiane,

 

che ben figurano rispetto a Londra e Parigi. Su un campione di 33.000 camere nelle città italiane esaminate, è stato registrato, per il periodo compreso tra il 23 dicembre e il 6 gennaio un recupero del ricavo medio per camera disponibile (RevPAR) in alcune città. Rispetto allo scorso anno, il RevPAR cresce infatti a Firenze +16.6%, Roma  +15.7%, Milano +15.3%, Venezia +11.2%, Torino +8.7%, Perugia +2.5%. In sofferenza appaiono Napoli con -3.2%, e Bologna con -2%. In Europa Londra cresce solo dell’1% e Parigi del 5.2%.
Il risultato emerge dai dati elaborati da Res hospitality business developers, che nel 2005 ha introdotto in Italia i sistemi di rilevazione di benchmarking alberghiero giornaliero online, utilizzati sia dalle catene che dagli alberghi indipendenti in tutto il mondo. RES è il fornitore di Aica e Ente Bilaterale Lazio, e con Federalberghi ha realizzato osservatori alberghieri online in numerose città e provincie italiane.
Elena David, presidente Confindustria-AICA, che raggruppa alcuni dei maggiori alberghi di fascia alta presenti in Italia, commenta: “Anche per quanto riguarda le compagnie alberghiere italiane, nel corso delle recenti festività si è registrata una lieve crescita sia nei ricavi per camera disponibile, che nei ricavi totali in quasi tutte le città. Sicuramente Napoli rappresenta un’eccezione, essendo stata estremamente penalizzata dalle vicende legate al mancato smaltimento dei rifiuti. Un risultato, quindi, tutto sommato positivo a livello nazionale, se si tiene conto anche delle numerose cancellazioni registrate sotto Natale da città come Roma e Venezia a causa del maltempo che ha colpito capitali europee quali Londra e Parigi”.
La presidente di Confindustria-AICA, però, mette in guardia: “Occorre ricordare che questi dati lievemente incoraggianti rappresentano una parentesi positiva in un contesto estremamente difficile. Anche nel 2010, infatti, abbiamo continuato a pagare per gli importanti limiti strutturali del nostro Paese, per la mancanza di una strategia politica verso il turismo e per la miopia con cui questo settore così strategico viene gestito dalle istituzioni”.

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