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Bene i settori a tecnologia avanzata, a rilento quelli tradizionali

di GIUSEPPE D’AMICO*

 

Nel corso del primo semestre 2003 l’industria abruzzese ha registrato un andamento in parte allineato all’andamento ciclico dell’economia italiana, conseguendo in prima fase una buona tenuta ed una fase di rallentamento nella parte finale del semestre, che ha coinvolto in particolare i settori a maggiore propensione esportativa. Nell’andamento consolidato del semestre, l’industria abruzzese ha conseguito risultati abbastanza diversificati all’interno dei vari settori. Si passa infatti da situazioni di tenuta, ed in qualche caso anche di ripresa, a situazioni negative a riscontro soprattutto del non favorevole andamento della domanda la cui sfavorevole tendenza, protrattasi a livello internazionale ed italiano, ha avuto una decisa influenza sulla produzione e sul piano esportativo del sistema produttivo anche in Abruzzo. Ciò, ha indotto di riflesso una progressiva riduzione degli ordinativi, e dei connessi regimi produttivi. In tal senso, come si evidenzia dal quadro sottoesposto gli indicatori di prospettiva sono orientati tutti al ribasso.

In tale contesto si evidenzia il negativo andamento dei settori tradizionali, che da sempre costituiscono uno dei segmenti forti del nostro sistema industriale, e la tenuta produttiva di quei settori più competitivi sul piano tecnologico che non hanno risentito dei più generali processi di crisi di carattere internazionale.

Il passaggio da una situazione relativamente stagnante del semestre precedente (+0,4% l’andamento della produzione) ad un percorso orientato verso un relativo rialzo (4,2%) rappresenta appunto un risultato imputabile principalmente alla ripresa produttiva di questi settori che invece nel semestre precedente avevano sofferto particolari fasi di stagnazione. Fenomeno questo che in parte fa sperare per un generale miglioramento, considerato che mai nel recente passato, l’industria abruzzese aveva recuperato in tempi così brevi.

La situazione dell’industria abruzzese, eccetto che per alcuni settori strategici in cui operano le poche aziende leader, resta comunque difficile, ed è in qualche modo anche esposta a rischi di possibile emarginazione, in specie per quei segmenti dove incidono maggiormente i costi e la competitività dei processi produttivi e indirettamente la qualità dei prodotti.

L’andamento dei vari settori del manifatturiero rivela tendenze e performance abbastanza diversificate e tali da segnare ancora una volta percorsi non omogenei. Tra gli altri qui vale la pena sottolineare gli andamenti riferiti ai settori di maggiore rilevanza come la metalmeccanica che nel corso di questo semestre si rivela ancora il settore più dinamico e con le maggiori potenzialità produttive con un calo, però, dell’export. Hanno conseguito buoni risultati il settore materiali da costruzione ed il settore altre attività. Negativi invece sono stati gli andamenti dei settori come, il legno, la carta, il cuoio e gli alimentari. Stazionari gli altri settori.

* Direttore di Confindustria Abruzzo

I dati sono tratti dal periodico “Indagine Semestrale sull’industria abruzzese – Primo semestre 2003” del Centro Studi di Confindustria Abruzzo

 

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