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Avezzano, Micron: le RSU chiedono supporto al sindaco

Rsu e lavoratori in Comune per chiedere il supporto logistico all’amministrazione comunale: tende per ospitare il presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento e attrezzature per la logistica. Nell’incontro in Municipio, dove le maestranze e i rappresentanti sindacali di base di Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Failms hanno avviato il volantinaggio in città per sensibilizzare la comunità, il sindaco Giovanni Di Pangrazio ha assicurato tutto il supporto logistico possibile per dare forza alla vertenza in difesa dello stabilimento avezzanese, un’azienda strategica per Avezzano, la Marsica, L’Abruzzo e aree del Lazio che occupa 1.624 lavoratori più l’indotto. “La situazione è chiaramente preoccupante, in questa fase cruciale”, afferma Giovanni Di Pangrazio, “occorre un impegno corale delle istituzioni a tutti i livelli, le associazioni di categoria e l’intera comunità marsicana in difesa dei lavoratori e del sito. La Micron, giova ricordarlo, è un’azienda chiave per l’economia e il lavoro, non possiamo permetterci di perderla, sarebbe una catastrofe”.
Il sindaco, quindi, dopo aver raccolto il grido d’allarme dei sindacati e coinvolto le istituzioni a tutti i livelli, le associazioni di categoria, il Vescovo dei Marsi, Monsignor Pietro Santoro, (in contatto costante con il primo cittadino per avere informazioni sulla vertenza Micron) in un gioco di squadra che ha ottenuto l’apertura del tavolo in sede governativa con il sottosegretario Claudio De Vincenti, sosterrà anche logisticamente la battaglia di lavoratori e sindacati del secondo insediamento industriale d’Abruzzo.
“Confidiamo nell’impegno e nella serietà del sottosegretario De Vincenti dimostrata nel primo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico”, conclude il sindaco, “dove ha riconosciuto la validità delle proposte elaborate in sede locale per cercare una soluzione alla vertenza e attendiamo la riapertura del tavolo da riconvocare prima di Natale con una prospettiva societaria chiara e un piano industriale per il futuro del sito e di tutti i lavoratori. Naturalmente, stavolta, dovrà essere presente anche la Regione”.

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