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Avezzano. Ex Micron, il Comune unito in difesa dei lavoratori

Palazzo di città fa quadrato attorno ai lavoratori dell’ex Micron. Maggioranza e minoranza in perfetta sintonia plaudono all’incessante lavoro portato avanti dal sindaco Di Pangrazio per ottenere chiarezza sulle procedure, garanzie sul futuro dei lavoratori, fidejussione a favore del Comune di Avezzano, sostegno economico per i Comuni della Marsica e le aziende del nucleo a carico della Micron, e il diradarsi delle nebbie sugli aspetti chiave del passaggio di consegne tra la Corporation Americana e la Marsica Innovation & Technology, formata dall’azienda tedesca L-Foundry e dal management italiano. E per dare forza all’azione politica, al termine della discussione in consiglio comunale, dove il sindaco ha ripercorso le tappe della vertenza mettendo in risalto le tante ombre, le rigidità del Ministero e le ambiguità del direttore generale Galbiati, ricevendo apprezzamento unanime dall’assise civica  hanno istituito una commissione “bi-partisan” per mantenere alta l’attenzione e, in sintonia con i sindacati, sensibilizzare i palazzi della capitale.

L’organismo, aperto ad altri ingressi, è composto dai consiglieri Carlo Tinarelli, Lino Cipolloni, Nicola Pisegna, Mariano Santomaggio e Mario Babbo. Apprezzamento unanime all’azione del sindaco è arrivato dai sindacalisti che, dopo aver fatto il punto sulla situazione e sottolineato la necessità di “non abbassare la guardia rispetto a una vicenda che rischia di trasformarsi in un dramma sociale”, hanno ringraziato il sindaco, Giovanni Di Pangrazio, “sempre al fianco dei lavoratori, per l’ottimo lavoro in difesa del territorio”, invitando la politica a non mollare. Avezzano, quindi, riaccende i riflettori sulla fabbrica delle memorie per difendere con le unghie e con i denti un sito costato 587miliardi di vecchie lire di fondi pubblici che “rischia di trasformarsi in una cattedrale nel deserto”.

L’avventura L-Foundry, infatti, presenta troppe ombre e gli amministratori, sindaco in testa, hanno detto a chiare note di voler certezze e garanzie dai piani alti della politica, in primis sul ricorso agli ammortizzatori sociali conservativi e solidali per distribuire equamente in sacrifici in attesa del rilancio. Obiettivo che  passa anche attraverso l’avvio operativo del tavolo di settore, soprattutto ora che l’Unione Europea ha messo sul tavolo 100miliardi di euro di investimenti per puntare al raddoppio della produzione di microelettronica e nanotecnologie in Europa passando dal 10 al 20% della produzione mondiale. Opportunità economica che l’Italia, azionista di maggioranza insieme alla Francia della St Microelectronics, non può perdere, per verificare anche la possibilità, come è accaduto per altre aziende, di spingere il sito di Avezzano verso le solide insegne della più grande azienda pubblica del settore, la St Microelectronics appunto. E questo tavolo di settore potrebbe essere anche un banco di prova per capire le reali intenzioni di Marsica Innovation & Technology rispetto alla prosecuzione dell’attività lavorativa nella Marsica.

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