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AUTO AZIENDALI UN NUOVO ROMPICAPO

di Nunzio Buzzi

 

Uno dei frutti più amari regalati alle aziende dalla legge finanziaria 1997 è sicuramente la nuova disciplina sulle auto aziendali.

Le norme previste nell’art. 3 commi 33 e 34 della legge 662/96 modificano infatti l’art. 67 del D.P.R. 917/86, articolo in cui è contenuta la normativa riguardante le auto aziendali.

Dopo le variazioni apportate all’art. 67 appena citato, sotto il profilo del trattamento fiscale, le autovetture in uso alle aziende vengono sostanzialmente suddivise in quattro categorie: autovetture strumentali, autovetture date in uso promiscuo ai dipendenti, autovetture rientranti nel parco auto ed autovetture di lusso.

 

Autovetture strumentali

Il Ministero delle finanze ha ribadito ancora una volta la  sua antica posizione che definisce strumentali solamente quelle autovetture senza le quali l’attività dell’azienda non può essere svolta.

La circolare 37/E del 13.02.1997, oltre a riaffermare questo assunto, propone come esempio emblematico di strumentalità di questi beni  il caso delle autovetture in uso alle imprese che esercitano attività di noleggio.

I costi inerenti le auto strumentali sono completamente deducibili ai fini delle imposte sul reddito e lo sono sia per le imprese individuali che per le società commerciali di ogni tipo.

Inutile dire che solo in rari casi le aziende potranno sfruttare questa possibilità.

 

Auto concessa in uso promiscuo ad un dipendente 

Si considera concessa in uso promiscuo l’auto che l’azienda affida ad un proprio dipendente e che lo stesso può utilizzare sia per ragioni di servizio che per utilità privata.

Per il dipendente, nell’anno di imposta 1996, saranno considerati reddito personale i costi specifici sostenuti realmente dall’azienda per l’esercizio dell’autovettura, mentre per il 1997 la base di calcolo per questo fringe benefit sarà costituita dalle tabelle ACI.

Per l’azienda si presenta invece una doppia possibilità:

– se l’auto è di lusso sarà possibile dedurre dal proprio imponibile solo la parte di reddito addebitata al proprio dipendente;

– se l’auto non è di lusso, la parte di spesa eccedente il reddito del dipendente sarà deducibile al 50% per le imprese gestite in forma individuale e per gli enti non commercilali e sarà invece interamente deducibile per le società e per gli enti commerciali.

 

Auto rientranti nel parco auto

Si tratta di una categoria “residuale” nella quale, però, rientrano quasi tutte le auto normalmente in dotazione alle aziende.

Le spese di impiego e le quote di ammortamento relative a questi beni sono deducibili solo al 50%, come accade attualmente per le autovetture in uso alle aziende individuali.

Per meglio chiarire quali sono le spese di impiego, termine alquanto oscuro, e quali sono invece quelle interamente deducibili, si presenta una sintesi relativa alla detraibilità delle spese per questa categoria di autovetture:

– costo di acquisto (ammortamento) 50%

– canoni di leasing 50%

– carburanti e lubrificanti 50%

– bollo ed assicurazione 100%

– pedaggi autostradali 100%

– riparazioni e manutenzioni100%

– custodia 100%

 

Auto di lusso  

La novità è rappresentata dall’inclusione, in questa categoria, degli autocaravan, così come all’art.54 del nuovo codice della strada.

I costi inerenti queste auto sono completamente indeducibili.

 

Agenti e rappresentanti di commercio

Le spese di qualsiasi tipo relative ad auto non di lusso sono completamente deducibili per gli agenti e i rappresentanti di commercio.

Per gli agenti che esercitano l’attività in forma individuale, la completa deducibilità delle spese è espressamente stabilita dalla legge, cosa che non avviene invece per coloro che svolgono l’attività in forma societaria.

Si auspica a questo punto un chiarimento ministeriale con l’avvertenza che, nelle more, non appare consigliabile, per le società di agenti e rappresentanti di commercio, operare la deduzione totale dei costi in questione.

 

Decorrenza

Si ricorda che la norma appena illustrata ha effetto retroattivo e deve essere applicata già dall’esercizio 1996.

Occorre quindi riclassificare ex post le spese sostenute per le autovetture e cercare di non incorrere negli strali del fisco.

Buon lavoro!

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