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Atri, ospedale: ricorso contro chiusura Psichiatria

“L’assenza di Giustino Varrassi è la dimostrazione che il manager non è disponibile ad ascoltare quanto ha da dire il territorio per il quale lavora”. Così il sindaco di Pineto Luciano Monticelli commenta quanto avvenuto nel corso del Consiglio comunale straordinario indetto lo scorso venerdì per discutere delle sorti dell’ospedale San Liberatore di Atri.
Oggetto del dibattito, infatti, l’atto aziendale del direttore della Asl teramana, che il primo cittadino ha invitato personalmente a partecipare all’assise per condividere le motivazioni dietro alla decisione di chiudere il reparto di Psichiatria della città ducale con il conseguente trasferimento dei pazienti a Teramo e Giulianova.
A causare l’assenza di Varrassi “impegni improrogabili”, come dichiarato dal manager nella nota inviata a Palazzo di Città. “Si tratta di un comportamento negativo” è la risposta del sindaco Monticelli “perché vuol dire che il manager va contro i suoi doveri e non è disposto al confronto. Il fatto che anche i pochi primari rimasti nel nosocomio atriano siano molto allarmati dimostra, inoltre, che questo non è un mio capriccio, ma che la situazione desta una reale preoccupazione”.
Intanto il primo cittadino pinetese informa che questa mattina è stato depositato il ricorso con il quale il Comitato in difesa del San Liberatore e gli amministratori di Pineto e di Atri danno ufficialmente il via a una nuova battaglia legale per salvare il reparto di Psichiatria. “Non solo” annuncia Luciano Monticelli. “Lo stesso accadrà se anche l’atto aziendale resterà così com’è”.

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