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Atri, ospedale: possibile accorpamento dei reparti

Un colpo basso? Non sarebbe poi tanto sbagliato interpretare in questo senso il nuovo provvedimento della Asl di Teramo. A nulla sono servite le rassicurazioni e le parole pronunciate nemmeno due settimane fa, in occasione del consiglio comunale straordinario che si è svolto ad Atri, alla presenza del Governatore Gianni Chiodi e del manager Giustino Varrassi.
In quell’occasione, si era parlato di chiusure (ipotesi, si ricorda, subito cancellata dallo stesso Chiodi), di tagli ai posti letto, di h12 e h24. Nessun minimo accenno all’ipotesi di accorpamento dei reparti. Eppure le richieste erano state chiare, nonostante la mancanza di risposte ad alcune di esse. Si pensi solo ai due consiglieri di maggioranza, i cosiddetti “dissidenti”, Davide Di Giacinto e Angela De Lauretis, i quali avevano espressamente richiesto un crono programma degli interventi e soprattutto una coincidenza tra l’indirizzo politico dato dal Commissario ad Acta e gli atti concreti messi in campo dal direttore generale della Asl. Una domanda alla quale Varrassi aveva quasi sviato, senza fornire, in buona sostanza, una risposta precisa.
E dopo qualche giorno, ecco venir fuori la “bella” sorpresa: l’azienda sanitaria teramana ha disposto l’accorpamento di quattro reparti nel presidio ospedaliero di chirurgia, ortopedia, oculistica e urologia.
“Incommentabile, imbarazzante e offensivo” commentano Di Giacinto e De Lauretis. “A distanza di una settimana Varrassi adotta scelte che non aveva neanche lontanamente paventato. Non ha mai concordato nulla di tutto questo in Consiglio Comunale, né con noi e né con Chiodi. Abbiamo più volte riascoltato il Consiglio alla ricerca di queste frasi ma il risultato finale è un ‘non pervenuto’
Fonte cityrumors

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