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Atri, ospedale: famiglie contro chiusura reparto Auxologia

 

Il perdurare della situazione di incertezza sulle reali prospettive e sul futuro di alcuni reparti dell’Ospedale di Atri preoccupano notevolmente le Famiglie dei pazienti del Centro di Auxologia.

Noi genitori siamo consapevoli che ridurre, o peggio chiudere, alcuni reparti voglia dire allontanare la possibilità di cura dai tanti cittadini che ne hanno bisogno.
Se poi questa “attività” riguarda reparti come quello di psichiatria ad esempio (in stretto contatto anche con pediatria e con il centro auxologico), allora la cosa è ancora meno comprensibile e per niente accettabile.
Centri e reparti di questo genere andrebbero, al contrario, potenziati in quanto la loro attività è fondamentale per moltissime famiglie abruzzesi, ma anche per le tante che provengono da fuori regione.
l Disturbi del Comportamento Alimentare, come l’Anoressia, l’Obesità, la Bulimia e i  Disturbi Atipici, rappresentano patologie subdole ed in costante aumento fra la popolazione adolescente e non solo: e allora la risposta non può essere quella di depotenziare o chiudere!
Senza un valido e duraturo sostegno da parte della Sanità Pubblica le famiglie si trovano abbandonate e senza riferimento. Per uscire da queste malattie, c’è bisogno della continuità e della determinazione che veda impegnati tutti gli operatori, al fianco delle famiglie.
I ragazzi e le ragazze che ne risultano affetti HANNO SOLO UNA POSSIBILITÀ: continuare o iniziare un cammino di cura assistito, per evitare di trovarsi da un giorno all’altro sprovvisti di punti di riferimento, privati della indispensabile funzione svolta dall’equipe del Centro che, sebbene tra mille sforzi, nel tempo ha garantito percorsi terapeutici fatti di aiuto, ascolto ed anche affetto.
Se ciò non sarà più possibile dovremo tutti accettare l’idea di avere una classe dirigente che non si pone i problemi dei cittadini ma che nemmeno fa i conti con i costi sociali provocati dalla decisione di chiudere o non potenziare i settori della sanità di cui parliamo.
E’ quindi il nostro un grido di protesta contro un’idea –quella della chiusura- che restituisce al territorio SOLO PROBLEMI E NON SOLUZIONI.
E’, il nostro, un grido che richiede la massima attenzione da parte della classe politica, teramana ed abruzzese, affinché arrivi forte la richiesta di non vanificare le esperienze positive come quelle prodotte da questo ospedale, e non gettare nello sconforto numerose famiglie.
Noi siamo consapevoli che le Istituzioni devono fare la propria parte dando risposta a questo problema sociale e ci auguriamo che chi ne ha la possibilità e la responsabilità rifletta su quanto è stato fin ad ora determinato.
Le famiglie degli adolescenti in cura presso il Centro di Riferimento Regionale di Auxologia e Nutrizione Pediatrica dell’Ospedale di Atri

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