Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieL'industrialeASPETTANDO LA FINANZIARIA 2001: IL COLLEGATO ALLA FINANZIAARIA 2000

ASPETTANDO LA FINANZIARIA 2001: IL COLLEGATO ALLA FINANZIAARIA 2000

In attesa che venga approvata la manovra finanziaria per il 2001, che, in coincidenza della scadenza elettorale, si presenta piena di doni per tutte le categorie sociali e fiscali, commentiamo in questo articolo le novità più interessanti contenute nel collegato alla finanziaria 2000 che, bontà sua, vede la luce alla fine dell’anno cui si riferisce la manovra.

L’articolo 69 rivede profondamente l’imposta sulle successioni e sulle donazioni attraverso la modifica del decreto legislativo 31 ottobre 1990 n. 346. Scompare l’imposta sull’asse ereditario che, con linguaggio sicuramente poco elegante, se non addirittura lugubre, veniva definita tassa sul morto. L’imposta da progressiva diviene proporzionale e le aliquote vengono stabilite in base al grado di parentela con il defunto (il de cuius per chi ama il latino). Il coniuge ed i parenti in linea retta pagheranno il 4%, i parenti fino al quarto grado il 6% e gli altri 8%. Per tutti viene disposta una franchigia di 350 milioni di Lire che deve essere calcolata per ogni quota ereditaria (in alcuni casi l’importo della stessa viene aumentato). Per le donazioni varranno le stesse regole stabilite per le successioni ma le aliquote saranno più basse, in tutti i casi enunciati, di un punto percentuale. Se oggetto della successione o della donazione sarà una azienda, non dovrà calcolarsi nell’imponibile il valore dell’avviamento. Rimane controverso, invece, se il valore dei beni aziendali debba essere considerato al valore di mercato o al valore contabile di libro. Attenzione però alle liberalità indirette, frequenti nei casi di passaggio del controllo dell’azienda di famiglia per motivi generazionali: adesso sono espressamente imponibili con l’aliquota del 7%. Tutte le modifiche illustrate si applicheranno a partire dalle successioni aperte a far data dal primo luglio 2000.

Novità in vista anche per le collaborazioni coordinate e continuative. L’art.34 del collegato fa transitare questa tipologia di reddito dall’articolo 49 comma 2 lettera a) (reddito da lavoro autonomo) all’articolo 47 del Tuir (redditi assimilati al lavoro dipendente). In conseguenza di ciò, saranno applicabili ai collaboratori le norme previste per il lavoro dipendente sia relativamente alle detrazioni di imposta sia relativamente al calcolo delle ritenute fiscali sia relativamente all’imponibilità degli eventuali benefit concessi. Scompaiono la ritenuta di acconto fissa al 20% (adesso si dovrà tenere conto degli scaglioni di reddito), la detrazione forfettaria del 5% e compare la certificazione obbligatoria del reddito a mezzo del CUD. Nel caso di pluralità di committenti il lavoratore, a suo insindacabile giudizio, potrà chiedere che uno dei sostituti di imposta proceda al conguaglio delle ritenute subite nell’anno. Potrà inoltre chiedere che gli vengano applicate le detrazioni per i carichi di famiglia. Il contenuto della prestazione lavorativa del collaboratore non dovrà più essere necessariamente a contenuto artistico o professionale.

L’articolo n. 3 del collegato si occupa della cosiddetta legge Visco, apportando modifiche in senso migliorativo per il contribuente alla legge 13 maggio 1999 n. 133. In virtù di esse gli investimenti iniziati prima del 1999, ma che proseguono nel periodi di imposta agevolati dalla legge, potranno essere considerati per i flussi relativi a questi ultimi. Le quote di agevolazione non sfruttate nel primo periodo, potranno essere utilizzate nell’esercizio successivo. Gli aumenti del patrimonio non saranno più ragguagliati a giorni ed accanto ai fabbricati di categoria catastale D1, saranno agevolabili anche i D2, D3 e D8. Viene infine introdotta una norma antielusiva che prevede il recupero dell’agevolazione usufruita ove gli investimenti presi in considerazione ai fini della legge vengano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa o trasferiti all’estero nel termine del secondo periodo di imposta successivo alla data della loro entrata in funzione.

A distanza di dieci anni dalla precedente rivalutazione sui beni di impresa (legge n. 408 del 1990), gli articoli 10 e seguenti del collegato, concedono la possibilità di rivalutare i beni aziendali non destinati allo scambio pagando “una imposta sostitutiva (indeducibile) dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche e dell’imposta regionale sulle attività produttive pari al 19% relativamente ai beni ammortizzabili e pari al 15% relativamente ai beni non ammortizzabili”(articolo 12 comma primo del collegato).

L’articolo 6 abbassa l’aliquota dell’imposta sostitutiva relativa alle ristrutturazioni societarie, prevista originariamente dal Dlgs 358/97 nell’importo del 27%, ad un più appetibile 19%.

Viene prevista (articolo 52) la possibilità di rimborso infrannuale IVA per coloro che abbiano effettuato acquisti o importazioni di beni ammortizzabili per un importo superiore ai due terzi del totale degli acquisti e delle importazioni.

Sono considerati irrilevanti ai fini dell’IVA (articolo 51 del collegato), anche sotto il profilo della detrazione sugli acquisti, la cessione nei confronti dei comuni di aree o opere di urbanizzazione a corrispettivo degli oneri di urbanizzazione ad essi relativi. Le imprese che pagano gli oneri in natura, in parole povere, non dovranno l’IVA mentre potranno continuare a detrarsi quella relativa agli acquisti effettuati per la realizzazione delle opere.

Una norma di semplificazione contabile per chiudere (articolo 3 comma 4 del collegato, modificativo dell’art.7 comma 4 ter del decreto legge 10 giugno 1994 n. 357 convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1994 n. 489): sarà possibile aggiornare validamente la contabilità, attraverso la sola memorizzazione dei dati, fino alla scadenza del termine per la dichiarazione annuale che ad essi si riferisce. Precedentemente il termine era la fine dell’esercizio.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi