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Ancora mostra e due workshop per il SESSANTENNALE DELL’UNIONE INDUSTRIALI DI L’AQUILA

Workshop

Le caratteristiche degli uomini da inserire in azienda

per il successo delle realtà industriali

 

Prosegue il calendario degli eventi in programma per il Sessantennale della fondazione dell’Unione degli Industriali dell’Aquila che conclude gli appuntamenti della prima metà dell’anno con un workshop rivolto soprattutto al pubblico giovanile e, in generale, a chi è in cerca di prima occupazione.

Prima di dare il via ai lavori, Presidente Gaetano Clavenna ed il Direttore Antonio Cappelli hanno inaugurano la mostra itinerante Le invenzioni industriali che hanno cambiato il mondo. Subito dopo si sono succeduti gli interventi di: Paolo D’Amico – Reginella D’Abruzzo S.r.l.; Paolo Esposito – Aventis Pharma S.p.a. – gruppo sanofi aventis; Fabrizio Famà – Micron Technology Italia S.r.l.; Pietro Pastorelli – Sportello Imprese; Vittorio Silvestri – Silver Car S.r.l.

Ha moderato Nino Motta – Caposervizio de Il Centro di Avezzano

Segue una sintesi dell’incontro.

Attualmente, le economie più industrializzate sono nella fase della cosiddetta “terziarizzazione” dell’economia (o fase post-industriale).

Si è passati dall’organizzazione produttiva di tipo fordista, basata su rigidi schemi di utilizzo del fattore lavoro, a quella post-fordista, basata su gradi estremi di flessibilità.

Il lavoro in fabbrica è stato e sarà sempre fondamentale, ma l’operaio non è più lo stesso di cinquanta o cento anni fa. Funzioni come la ricerca, l’innovazione, la fabbricazione dei prototipi, la logistica, il controllo di qualità, la finanza, la commercializzazione, la promozione, l’assistenza al cliente, l’ingegnerizzazione dei processi e dei prodotti, e così via, rappresentano ormai la parte principale delle nostre attività.

Si continuerà sempre a produrre beni, ma il contenuto di servizio aumenterà progressivamente, man mano che ci si sposta nella fascia alta della gamma delle produzioni. Il nuovo paradigma produttivo è capace di generare maggiori redditi e maggiori soddisfazioni. In una simile realtà, completamente cambiata, nella quale al timone ci sono l’innovazione, la tecnologia e la ricerca, il nuovo capitale d’impresa è il capitale umano con la sua intelligenza e la sua conoscenza.

Le risorse umane oggi costituiscono l’elemento fondamentale per la competizione sul mercato sempre più globale; le aziende tendono a dedicare sempre più attenzione alle fasi di selezione prima e alle politiche formative e di integrazione dopo. Ogni scelta errata in fase di selezione può comportare dei costi elevati che le aziende oggi non possono permettersi: le figure professionali selezionate vanno inserite nelle giuste posizioni organizzative della struttura.

A significare quanto sopra, erano presenti anche i rappresentanti dello Sportello Imprese e dello Sportello Lavoro dell’Unione Industriali dell’Aquila (con sede presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila) per i quali è intervenuto l’Ing. Pastorelli spiegandone la funzione di raccordo tra i giovani laureati/laureandi ed il mondo del lavoro. Alle due strutture infatti, ci si può rivolgere gratuitamente per chiedere aiuto, per conoscere quali sono i profili più richiesti dalle aziende, per sapere come contattare enti e società, come fare un primo esame dei propri obiettivi, come si può essere aiutati a raggiungere la consapevolezza delle proprie conoscenze, capacità e competenze professionali e personali, a farle emergere in un curriculum e nella lettera di marketing, come prepararsi per i colloqui anche attraverso una simulazione degli stessi.

Dalle relazioni dei rappresentanti delle aziende, invece, sono emersi dati che confermano quanto si riscontra già a livello nazionale: i giovani conoscono poco le lingue, tendono a rimanere legati al proprio territorio; sentita è l’esigenza di alta formazione e come questa debba essere sempre più aderente alle esigenze del sistema produttivo soprattutto per le figure più specializzate: cercare un “casaro”, avverte Paolo D’Amico di Reginella D’Abruzzo, con competenze e medie conoscenze pratico/scientifiche del settore lattiero caseario diventa quasi impossibile. Esempio che vale per molti, moltissimi altri campi.

Un dato interessante è che, contrariamente a quanto si pensa in un momento nel quale si fa gran parlare di tecnologia, è che mancano proprio le figure tradizionali: non è solo sull’alta specializzazione nelle tecnologie più avanzate che manca il personale, ma anche sulle figure tradizionali, che appartengono all’eredità storica delle lavorazioni del nostro Paese.

Alla fine del convegno sono state fornite indicazioni pratiche per far raggiungere ai giovani una condizione di autoconsapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza, in modo da evidenziare i primi e colmare velocemente i secondi. Si è voluto inoltre trasmettere ai giovani la necessità di curare per tempo, già dai primi anni delle scuole primarie, la propria preparazione in modo da essere pronti per la competizione in un complesso mercato del lavoro.

Il workshop si è svolto al Castello Orsini di Avezzano, lo scorso 9 giugno.

 

Workshop

Le tecnologie ambientali come motore di sviluppo di nuova imprenditoria

Le aziende e le tecnologie ambientali applicate

“L’Aquila scelta per il business  dell’imprenditoria del riciclaggio dei rifiuti”

 

Il Workshop non è stato un momento celebrativo, seppur inserito nel cartellone dei Sessant’anni dell’Unione Provinciale degli Industriali di L’Aquila, piuttosto un  contributo a favore delle iniziative di sviluppo del territorio.

Il pubblico non era costituito solo da addetti ai lavori, ma anche da studenti e da giovani imprenditori, interessati a capire quali sono i meccanismi comuni con i quali si possono trasformare le idee in una concreta azione industriale, cioè in un’impresa.

Gli interventi dell’ Ing Alfredo  Mancini della Confindustria di Macerata, del dottor Giancarlo Coccia direttore  Ambiente della Confidustria, del dott. Paolo Cesco di FISE Assoambiente  del dott. Fernando  Marsili, Amministratore delegato di Sviluppo Italia – Abruzzo hanno spiegato come si trasformano  le idee scientifiche in tecnologie e le si trasformano in aziende consolidate.

Nel pomeriggio affermati imprenditori “ambientali” stranieri ed italiani – hanno presentato le loro aziende ed hanno spiegato l’iter tecnologico che ha generato il successo nel difficile e competitivo settore del trattamento dei rifiuti civili ed industriali e della consulenza ambientale.

 

 Molti degli oratori si sono soffermati sul ruolo dell’Abruzzo nello sviluppo di nuove tecnologie innovative per l‘ambiente. I motivi che sono stati illustrati sono principalmente i seguenti:

– Le tecnologie ambientali sono state accettate come fattore di sviluppo  ormai in tutto il mondo – persino nei paesi emergenti asiatici, da sempre meno attenti a tal genere di problematiche – perché si è capito che dove c’è industria c’è tecnologia ambientale e che i due fattori per essere fattori di crescita devono svilupparsi congiuntamente. Il che, in buona sostanza, significa che le nuove aziende devono orientarsi verso un sistema di zero produzione dei rifiuti, come già avviene  nelle nuove realtà industriali del Nord Europa.

– L’Abruzzo rappresenta un laboratorio ideale per lo sviluppo delle nuove tecnologie ambientali perché ha un ambiente ancora incontaminato, per larga parte del suo territorio, ed ha  uno stimolo propulsivo verso l’innovazione ed industrializzazione. Tale azione, nonostante la crisi nazionale ed Europea, si fonda su un diffuso tessuto di  piccole e medie industrie e sulla tenacia ed inventiva degli imprenditori abruzzesi. Questa sinergia ha dimostrato – forse per necessità di nuovi sbocchi e nuovi mercati, forse per via di una nuova generazione imprenditoriale – una ricerca ed una proiezione verso l’impiego e lo sfruttamento delle nuove tecnologie che coniugano lo sviluppo industriale con la tutela del patrimonio ambientale.

– L’Aquila è la prescelta. L’ingegnere è la persona che viene formato culturalmente a  rendere concrete, operative e funzionanti le idee scientifiche. L’ingegneria di oggi ha, in tutti i suoi corsi di laurea, profonde nozioni di cultura dell’ambiente.. L’Aquila vanta una consolidata facoltà di ingegneria d’Abruzzo, con una  riconosciuta esperienza internazionale nel affrontare scientificamente tutti gli aspetti legati allo sviluppo ecocompatibile dell’industria e dell’economia. Da un decennio ospita ed organizza il VARIREI, il Congresso internazionale sulla Valorizzazione Riciclaggio dei Rifiuti Industriali; quindi può essere essa stessa il motore di sviluppo del nuovo tipo di imprenditoria. Il punto fondamentale, infatti, è che le cose nascono ed attecchiscono solo dove c’è una vocazione ed una cultura radicata ed adeguata.

Il workshop si è tenuto presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila lo scorso 30 giugno, nella giornata conclusiva del VARIREI 2005.

 

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