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Ance L’Aquila, Presidenza e Ricostruzione: le regole degli appalti

La partita per la Presidenza non si gioca ancora sul programma di mandato: non conosciamo le proposte che i candidati sottopongono al voto dei Costruttori.

Si sa però che la Ricostruzione è l’argomento centrale, o che almeno dovrebbe esserlo, visto che il core business dell’Aquila – almeno per i prossimi venti anni – sarà sull’economia portata dal più Grande Cantiere d’Europa: 18 miliardi che sono destinati a transitare solo sul Capoluogo, con tutta la capacità di indotto che possono generare su tutta la regione.

Le questioni da risolvere sono relative alle regole sugli appalti, regole che devono essere uniche, valide per tutti: ad oggi ciascuna stazione appaltante se le scrive da sola, diverse per ogni bando, con le conseguenze immaginabili.

Il discrimen per l’assegnazione deve essere il RATING D’IMPRESA e come calcolarlo sta già nero su bianco sul tavolo del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, che addirittura ne sta esaminando i parametri per inserirli nel codice nazionale degli appalti pubblici:

  • rating bancario
  • legalità
  • operai assunti
  • lavori eseguiti/in corso
  • operai assunti o no
  • numero contenziosi presenti e passati

Proposte partorite proprio da qualche testa ingegnosa dell’Ance L’Aquila che si deve spendere per portarle in palmo di mano, cavalcarle e attaccarsele in petto come una coccarda. Ma le coccarde, ce lo ricordiamo, non sempre andavano ai bravi della classe, qualche volta facevano giri strani per andare ai figli di papà: ora, sicuramente i tempi sono cambiati e la storia presente saprà dimostrarlo.

Veniamo al punto: quali sono le regole attualmente praticate per l’assegnazione dei bandi? Il fatturato, avere la sede legale all’Aquila, presentare il massimo ribasso, la qualità del progetto, il numero degli addetti ecc…? regole soggette a valutazione soggettiva, discrezionale, che non appalesano alcun criterio di oggettività.

Dunque, tutto ruota intorno all’individuazione del rating dell’impresa: poco ci vuole a spostare la sede legale all’Aquila e a produrre i risultati già visti con l’Obiettivo 1 (i più furbi arrivano, mordono e scappano); ad avere un fatturato significativo ma procedure concorsuali vive; a vantare magna liquidità ma diversi avvisi di garanzia, o controversie legali; ad addurre numerosi addetti ma non altrettanti assunti per cui tutto va poi in subappalto; ad avvalersi del minor prezzo e poi bloccare i cantieri o quadruplicarne il costo facendo largo alle infiltrazioni mafiose …

Una distorsione sicura è quella attraverso la quale vengono assegnati i punti che, in maniera approssimativa, ad oggi funzionano così: 70 al progetto, 20 al prezzo, 10 al valore dell’impresa.

E qua casca l’asino, perché dovrebbe essere proprio il contrario: 70 al valore dell’impresa, nella valutazione del quale devono rientrare le ottime referenze bancarie più l’altro di cui sopra, e 30 al resto: tanto è vero che, giusto per citare un esempio evidente, gli appalti dati al minor costo durano anni – quando non una vita intera – o addirittura lievitano esponenzialmente nel costo. Dai dati nazionali emerge che i cantieri privati durano in media 18 mesi e quelli pubblici 8 anni!

Allora, un criterio oggettivo, che sia UGUALE PER TUTTI NELLA RICERCA DEL VALORE DEL RATING DELL’IMPRESA appare quanto mai necessario per salvare la Ricostruzione e con esso l’Abruzzo.

Al momento, i criteri usati sono i più disparati, cambiano di volta in volta, e consentono a ciascuna stazione appaltante di disegnare il bando ad personam, fatto che non persegue gli interessi del Territorio, in quanto non garantisce etica, trasparenza e, dunque, LEGALITA’.

Pertanto, l’obiettivo delle regole da scrivere deve essere uno soltanto: la CRESCITA DELLE IMPRESE DI VALORE: questo deve essere l’unico discrimen per la definizione di una regola in luogo di un’altra. E su questo si dovrebbe levare forte la voce del FONDO ETICO dell’Ance Abruzzo.

Se lo Stato vuole che i soldi vengano spesi bene deve procedere così. E su questa strada l’Ance L’Aquila, premiando i suoi figli migliori.

Buona campagna elettorale a tutti.

L’Aquila, 18 ottobre 2016

AGEA – Maria Paola Iannella

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