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Amicone all’Arta: Chiodi un caso clinico

“La nomina di Mario Amicone alla direzione dell’ ARTA, l’agenzia regionale per la tutela dell’ambiente , – dice Maurizio Acerbo in una nota diffusa oggi – è la peggiore risposta che la giunta Chiodi potesse dare 

 

alle  associazioni ambientaliste che nei giorni scorsi hanno denunciato la mancanza di controlli sulla qualità dell’aria nella nostra Regione.
La presunta “rivoluzione meritocratica” di Chiodi è ormai un caso clinico: invitiamo il presidente a non parlarne più altrimenti rischia un TSO presso una struttura psichiatrica.
La nomina di Mario Amicone è la cambiale elettorale che Chiodi paga  all’ex-esponente dell’UDC per il sostegno alle elezioni regionali.
Soliti riti della vecchia politica di cui Chiodi si dimostra essere l’ultima incarnazione. Lo diciamo con amarezza perché ci piacerebbe competere sul piano dell’innovazione con il centrodestra e invece ci ritroviamo gli amiconi di sempre.
Non si tratta di essere per la tecnocrazia, ma di sapere che se un’agenzia prevede la nomina di un direttore dovrebbe essere scelto sulla base di criteri di competenza specifica.  L’Agenzia non prevede un cda e un presidente proprio perché dovrebbe avere un carattere tecnico e di terzietà sottratto alle spartizioni della maggioranza di turno.
Faccio presente inoltre che l’attuale normativa consente agli ex-consiglieri regionali eventualmente nominati ai vertici di enti e società regionali di percepire oltre agli emolumenti relativi all’incarico anche il vitalizio.
Un’altra vergogna della vecchia politica che va immediatamente abolita. Insieme al compagno Antonio Saia abbiamo presentato un progetto di legge per evitare di pagare due volte gli amiconi di turno. Auspichiamo che il centrodestra abbia almeno il buon gusto di votarlo.
Maurizio Acerbo

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