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Alberghi: prenotazioni – 9%. Il 19,8% vuole licenziare


Natale Istat: solo 3.6% albergatori vuole assumere.
La rilevazione dell’Istat sull’andamento turistico negli alberghi italiani tra Natale e Capodanno ha anche raccolto le indicazioni degli operatori sull’ andamento dell’occupazione

 

nel trimestre gennaio-marzo 2011 confrontandole con lo stesso periodo dell’anno precedente. La quota di albergatori che esprimono l’intenzione di diminuire il numero degli occupati è pari al 19,1% (il 19,8% nella corrispondente rilevazione dello scorso anno). La quota di quelli che si orientano in senso opposto è limitata al 3,6% (stessa percentuale rilevata lo scorso anno).
Il saldo tra le incidenze dei giudizi positivi e negativi è ovunque sfavorevole, con una intensità massima nel Sud e isole (meno 29,6) e minima nella ripartizione del Nord-est (meno 10,6). Il 31,1% degli albergatori dichiara che nel trimestre gennaio-marzo 2011 l’esercizio resterà chiuso. Considerando poi i giudizi sull’andamento del turismo per il trimestre gennaio-marzo 2011, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, la differenza (saldo) tra la quota di coloro che prevedono un aumento e quella di chi prevede una diminuzione è negativa (meno 24,3), con opinioni sfavorevoli sia per il turismo nazionale (saldo pari a meno 24,5), sia per quello estero (meno 23,9). Raffrontando però il risultato aggregato con l’analogo saldo delle risposte fornite nel corrispondente periodo del 2010, si osserva un miglioramento: lo scorso anno il saldo negativo era pari complessivamente a meno 29,4. A livello territoriale il saldo risulta negativo in tutte le ripartizioni geografiche, con valori compresi tra meno 34 nel Sud e isole e meno 19,0 nell’Italia centrale.

Natale: 40,9% degli albergatori non ha registrato disdette.
Durante il periodo natalizio, ben il 9% degli albergatori ha dichiarato di non avere registrato alcuna prenotazione. Lo rende noto l’Istat nella pubblicazione sulle presenze e gli arrivi negli hotel italiani tra Natale e l’Epifania.
Sul fronte delle disdette, il 40,9% degli albergatori ha segnalato di non aver registrato rinunce (contro il 26,2% di un anno prima). Il 40,3% degli albergatori ha indicato una quota di disdette inferiore al 10% (51,7% la quota registrata un anno prima), il 7,6% una quota compresa tra il 10 e il 25% e il 2,2% un’incidenza delle disdette superiore al 25% delle prenotazioni.
Infine, nel periodo di rilevazione considerato, il 22,9% dei clienti italiani proveniva dalla stessa regione in cui è situato l’albergo (più 1,2 punti percentuali rispetto alla quota rilevata lo scorso anno), il 34,1% da regioni limitrofe (più 1,5 punti percentuali rispetto a un anno prima) e il restante 43% da altre regioni (meno 2,7 punti percentuali). Si riscontra una prevalenza di clientela proveniente da regioni più lontane negli alberghi dell’Italia centrale (59,4% del totale dei clienti italiani, con un aumento di 7,1 punti percentuali rispetto alla quota rilevata un anno prima). All’opposto, nelle strutture site nell’Italia meridionale ed insulare, l’Istat rileva un’incidenza di clienti provenienti dalla stessa regione superiore a quella media nazionale (45,3% negli alberghi del sud ed isole, con un aumento di 9,6 punti percentuali rispetto alla quota rilevata un anno prima).

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