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AbruzzoEuropa: ecco la nuova stagione del FSE

La nuova stagione del Fondo sociale europeo ha preso il via oggi a Pescara in occasione della riunione del Comitato di sorveglianza, l’organismo che sovraintende e valuta l’effettiva attuazione del programma. Sul piatto dei finanziamenti ci sono 142 milioni di euro che l’Europa, nell’ambito dei fondi strutturali, ha messo a disposizione dell’Abruzzo per operare sul sociale e sulle politiche del lavoro. Sui fondi strutturali l’Abruzzo si gioca gran parte dello sviluppo futuro sul territorio e questo lo hanno ribadito i due assessori, Marinella Sclocco e Andrea Gerosolimo, che hanno aperto la riunione del Comitato di Sorveglianza. “Abbiamo l’obbligo di spendere bene tutte le risorse che ci sono state assegnate – ha detto Gerosolimo – ma soprattutto dobbiamo fare in modo che ogni centesimo dei 142 milioni di euro si trasformi in prodotto interno lordo con la certificazione di un’economia in crescita. Percorso difficile – ha aggiunto Gerosolimo – ma non per questo impossibile, che puo’ essere realizzato solo se siamo attenti e oculati e se si pone la dovuta attenzione su ogni aspetto del Fondo sociale. L’uscita differita dei nuovi bandi ha anche questa chiave di lettura: l’attenzione massima per un appuntamento al quale la Regione Abruzzo non puo’ commettere errori”. Che il Fondo sociale europeo sia “la grande occasione”, lo ha sottolineato anche l’assessore alle Politiche sociali, Marinella Sclocco, che gia’ in fase di presentazione del programma aveva apprezzato la scelta di “un Fse che guarda all’inclusione sociale, alla lotta alla poverta’ e alle pari opportunita’”. “Dobbiamo avere chiari gli obiettivi – ha detto l’assessore Marinella Sclocco – perche’ solo in questo modo la programmazione potra’ avere la sua regolare fluidita’ . In questo senso, stiamo facendo in modo di unire il nuovo Piano sociale all’Fse, nella parte dell’Inclusione sociale e delle Pari opportunita’. Perche’ tutto deve essere utile per raggiungere gli obiettivi sul sociale e sul lavoro e soprattutto perche’ si possono differenziare le politiche sociali in ragione della provenienza delle risorse finanziarie”.

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