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Abruzzo,crisi: accordo quadro tra regione e Italia Lavoro

Un accordo quadro tra la Regione Abruzzo e l’agenzia tecnica del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Italia Lavoro, per la realizzazione di politiche occupazionali in grado di fronteggiare la crisi del tessuto sociale e produttivo abruzzese è stato firmato oggi nella Sala Consiliare del Comune. Alla firma erano presenti l’assessore regionale Paolo Gatti e l’amministratore delegato di Italia lavoro Spa, Paolo Reboani, una partnership che prosegue dopo la redazione del Testo Unico del Welfare e il progetto «Obiettivo giovani» avviato per sostenere l’inserimento dei giovani nel mondo del Lavoro e sostenuto con 12 milioni di euro. «Rinnoviamo una collaborazione importante – ha dichiarato l’assessore Gatti e grazie alla quale abbiamo potuto gestire in modo efficace le ingenti risorse degli ammortizzatori sociali in deroga forniteci dal Ministero del Welfare. Una collaborazione che facciamo diventare sistemica e stabile e che non incide in alcun modo sul bilancio della Regione Abruzzo». «Con questo accordo – ha detto Paolo Reboani – proseguiamo un lavoro decisivo per lo sviluppo dell’occupazione e che si concentra sul raccordo scuola-università-imprese, sulla valorizzazione dell’apprendistato, sull’utilizzo di voucher e sul reinserimento lavorativo delle fasce più disagiate del mercato del lavoro». L’assessore Gatti ha inoltre reso delle puntualizzazioni sui numeri della disoccupazione resi nei giorni scorsi sulla stampa. «In Abruzzo non è esplosa la disoccupazione, ma ci sono 25mila persone in più in cerca di lavoro. Sono persone che avvertono l’esigenza di avere un nuovo reddito in famiglia e che si accorgono che con la crisi un solo stipendio è insufficiente. Piuttosto vanno interpretati con attenzione i dati sull’occupazione: da quando questa Giunta si è insediata, nel 2009, in Abruzzo risultavano occupate 485mila persone, nel 2012 sono salite a 500mila. Questo significa che non si è perso tempo e che andremo veloci anche per dare nuove risposte a quella fetta crescente di persone in cerca di impiego». 

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