Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieAbruzzoAbruzzo,Acerbo: stop a liberalizzazioni commercio

Abruzzo,Acerbo: stop a liberalizzazioni commercio

«La liberalizzazione degli orari e delle aperture domenicali non è motivo di rilancio dell’economia e dei consumi o libera concorrenza, ma un peggioramento delle condizioni di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori e la rottura di equilibrio tra piccolo, medio e grande esercizio commerciale». È quanto emerso nella conferenza stampa di Rifondazione Comunista di presentazione della legge che ferma la liberalizzazioni degli orari. «La crisi che stiamo attraversando non si supera così – spiega il consigliere regionale Maurizio Acerbo – quello che manca alle persone ed alle famiglie sono le risorse, i soldi non le occasioni per spenderli. La liberalizzazione selvaggia delle aperture e degli orari è soltanto un altro regalo alla grande distribuzione e un’ulteriore batosta per le piccole imprese». La completa liberalizzazione di orari e aperture festive non persegue affatto l’obiettivo di una più efficace tutela della concorrenza, dal momento che essa determina, al contrario, il rafforzamento sul mercato delle sole aziende che per le loro maggiori dimensioni sono in grado di cogliere tale opportunità, a discapito delle imprese minori – puntualizza il Prc – le quali, non essendo in grado di garantire una apertura continuativa, risulterebbero penalizzate e giocoforza emarginate dal mercato, determinandosi, quale ulteriore grave conseguenza, un’accentuazione della desertificazione delle nostre città e dei piccoli centri, già dì per sè in atto a seguito degli effetti del perdurare della crisi economica e soprattutto della altissima densità di grande distribuzione presente in Abruzzo«. »La Regione Abruzzo può e deve opporsi a una deregulation incostituzionale La Regione Abruzzo può e deve opporsi con ogni mezzo alle norme di liberalizzazione selvaggia del commercio imposte dalle ultime manovre dei governi Berlusconi e Monti«, chiude Acerbo. Rifondazione comunista presenterà quindi nei prossimi giorni, un progetto di legge regionale per fermare la liberalizzazione «selvaggia» del commercio, prevista dalle ultime manovre dei governi Berlusconi e Monti. «La liberalizzazione selvaggia – sottolinea – è soltanto un altro regalo alla grande distribuzione e un’ulteriore batosta per le piccole imprese». Per Acerbo, la Regione Abruzzo deve opporsi «con ogni mezzo» a tale situazione, presentando, ad esempio, immediato ricorso alla Corte costituzionale. L’esponente di Rifondazione Comunista, insieme al collega del PdCi, Antonio Saia, sulla questione ha già preparato e depositato anche una interrogazione. Nell’interrogazione si invita la giunta Chiodi a presentare ricorso, lamentando la violazione dell’articolo 117, comma 4 della Costituzione, che attribuisce alle Regioni la competenza esclusiva residuale in materia di commercio. «La lentezza, con cui l’assessore Castiglione verifica la possibilità di ricorrere o meno alla Corte Costituzionale, – spiega – è emblematica dell’atteggiamento a favore della grande distribuzione che caratterizza da sempre la politica regionale. Ricordo – prosegue – che le altre regioni hanno già impugnato la manovra estiva di Berlusconi che introduceva la deregolation nei comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte. Ora che il governo Monti ha esteso la deregulation a tutti i comuni non si capisce perchè la Regione stia ancora cincischiando». Per Acerbo, comunque non basta. «La Regione – fa presente – proprio sulla base delle sue competenze può legiferare in materia regolamentando orari e aperture. Di qui il il nostro progetto di legge».

Print Friendly, PDF & Email