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Abruzzo, vino: buone notizie dalla vendemmia

Il Consorzio di tutela vini d’Abruzzo nell’ultima riunione ha analizzato la situazione della vendemmia 2012 dal suo osservatorio privilegiato che conta su 6000 produttori-viticoltori (singoli e associati) e 130 vinificatori e imbottigliatori che rappresentano mediamente oltre l’80% dei vini a denominazione di origine controllata della regione Abruzzo.

Alla luce delle condizioni meteorologiche che hanno influenzato finora la vendemmia 2012 in Italia – con evidenti differenze tra alcune aree del nord, dove al caldo intenso si sono associate significative grandinate, altre del centro e della parte meridionale, con caldo intenso e scarsa o nulla piovosità e con differenze tra regione e regione all’interno delle stesse – l’Abruzzo si caratterizza per un certo equilibrio delle condizioni vegeto-produttive presenti nei vigneti che di fatto, ad oggi, hanno risentito sono in maniera marginale delle particolari condizioni climatiche che hanno caratterizzato la stagione in corso.

“Le importanti nevicate del periodo invernale hanno infatti contribuito a creare una buona riserva idrica per le piante e hanno bilanciato in buona parte le elevate temperature che stanno colpendo la nostra regione – ha spiegato il presidente del Consorzio Tonino Verna – ma nel complesso abbiamo rilevato una generale sanità delle uve di vitigni precoci raccolte finora, con una leggera ma fisiologica diminuzione di quantità, con buon grado zuccherino e buon rapporto tra acidità e ph, sebbene sia stato necessario anticipare la raccolta facendo attenzione alla giusta maturità fenolica che in annate come questa è più difficile da cogliere. Non è sbagliato affermare che questa situazione è favorita anche dal fatto che gran parte delle nostre coltivazioni sono a pergola o tendone, un sistema che è stato più volte messo in discussione ma che invece, se gestito correttamente, contribuisce a proteggere le uve dai riflessi del sole sul terreno, creando un ambiente più omogeneo e, imponendo una raccolta manuale, garantisce anche una attenta selezione”.

“E’ presto per fare proclami – precisa Verna – ed è assolutamente prematuro dire come saranno i nostri vini, ma riteniamo che al momento si sta profilando un’annata molto buona. Per avere un quadro complessivo attendiamo con altrettanto ottimismo le nostre altre uve punta, trebbiano e montepulciano che saranno raccolte nelle prossime settimane”.

Dopo il primo periodo di raccolta dedicata ai vitigni “precoci” (principalmente chardonnay, merlot e pecorino) e in attesa della maggior parte della produzione riguardante i vitigni abruzzesi che saranno raccolti nelle prossime settimane (in particolare trebbiano e soprattutto montepulciano) dunque la valutazione del Consorzio di tutela Vini d’Abruzzo è decisamente positiva: anticipo della raccolta delle uve di circa una settimana, leggero calo di produzione dovuto al caldo e alla siccità, ottima la sanità delle uve con qualità dei vini molto buona se non in molti casi eccellente a patto che si faccia attenzione alla giusta maturità fenolica delle uve e non solo a quella zuccherina.

IL VINO IN ABRUZZO: Il settore vitivinicolo per l’Abruzzo rappresenta oltre il 20% della Produzione lorda vendibile agricola regionale e il 6% di quella vinicola nazionale. Dal punto di vista viticolo l’Abruzzo oggi conta poco meno di 33 mila ettari di superficie. Il vitigno più diffuso è il montepulciano che con quasi 19 mila ettari copre oltre il 56% dell’intera superficie vitata regionale, poi ci sono i trebbiani (toscano e abruzzese) con circa il 30%, coltivati su oltre 13.000 ettari. Più distanziati, ma in forte crescita, gli altri vitigni autoctoni come pecorino, passerina, cococciola e moscatello. L’Abruzzo produce circa 2,8/3 milioni di ettolitri, 1 milione dei quali a Denominazione di origine (Doc). Il Montepulciano d’Abruzzo con i suoi 960 mila ettolitri rappresenta la Doc più importante con circa l’80% del totale regionale, mentre la Doc Trebbiano d’Abruzzo risulta piuttosto stabile sui 180 mila hl/anno. Salgono le produzioni registrate dalla Docg Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane (7500 mila hl), le nuove sottozone del Montepulciano d’Abruzzo, Casauria (2.700 hl), Terre dei Vestini (1.500 hl), la Doc Controguerra (circa 2.100 hl) e la nuova Doc Tullum (500 hl). Molto interessanti sono anche le produzioni a IGT che superano i 270 mila hl/anno (pari a oltre 2.600 ettari iscritti nel 2010) e che costituiscono un grande serbatoio di sperimentazione di nuovi vitigni e di nuovi vini. Complessivamente sono 120 milioni le bottiglie prodotte da circa 180 aziende per un valore di circa 300 milioni di euro, 109 milioni dei quali generati all’estero dove anche nel 2011 l’Abruzzo ha registrato un aumento del 5,7% sull’anno precedente.

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