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Abruzzo: via libera a legge su industria

Un disegno di legge regionale per la promozione e lo sviluppo del sistema economico regionale, la cosiddetta legge sull’Industria, e’ stato approvato dalla Giunta regionale, presieduta da Gianni Chiodi. Ad illustrarne contenuti e finalita’ e’ stato proprio Chiodi spiegando che “questa legge ci consentira’ di utilizzare al meglio i FAS e per la prima volta le risorse ci sono davvero. Chi parla di legge non collegata ad importi determinati e’ perche’ vive ancora nel ‘900 o forse in un’epoca non troppo lontana in cui la spesa era completamente fuori controllo e le riforme e le decisioni strategiche sulla sanita’ venivano sempre rinviate. Invece, – ha rimarcato il Governatore – questa e’ una legge che si inserisce nel solco dell’azione politica di una Giunta che ha consentito all’Abruzzo di poter essere considerata, sia per il 2010 che per il 2011, la Regione ad aver coniugato meglio rigore e sviluppo. Non e’ un caso – ha proseguito – che l’Abruzzo nel 2010 sia stata la seconda regione per crescita del PIL e addirittura la prima, nel 2011, per incremento del tasso di occupazione”. Il progetto di legge in questione ha l’obiettivo di incentivare lo sviluppo del sistema economico, fornendo supporto normativo alle azioni strategiche che, all’interno del proprio disegno di politica industriale, l’Assessorato allo Sviluppo Economico guidato da Alfredo Castiglione sta ponendo in essere. L’attuale Governo regionale si e’ impegnato, sin dal momento del suo insediamento, a porre in essere interventi per sostenere al massimo la competitivita’ del sistema economico. Tale disegno di legge, infatti, completa, dal punto di vista legislativo, il processo di riordino territoriale avviato con le leggi sull’artigianato, il commercio, i consorzi fidi e con la riforma dei consorzi industriali. La legge va a colmare un vuoto legislativo, perseguendo con decisione l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli che frenano lo sviluppo, rilanciando gli investimenti e con essi l’occupazione, la crescita sostenibile, l’innovazione e la ricerca. Lo spirito di fondo del dettato legislativo, infatti, e’ di normare gli organismi sui quali stiamo basando l’attuale politica industriale e sui quali stiamo concentrando la maggior parte delle risorse disponibili. Un altro aspetto “centrale” di questa norma e’ legato alla contemporanea legiferazione su tutti gli ambiti che vengono investiti nella pianificazione a livello delle politiche di sviluppo. In tal senso sono stati individuati strumenti quali: l’Intesa Quadro Istituzionale (IQI), l’Accordo di Programma Regionale (APR), il Contratto di Sviluppo Locale (CSL), ed il Contratto di Riqualificazione Produttiva (CRP). Il Contratto di Sviluppo Locale, strumento agevolativo regionale per supportare interventi di industrializzazione, ricalca quasi completamente quanto previsto nella normativa nazionale, ma con limiti di investimento piu’ bassi. L’istituzione di un Albo Regionale delle Reti d’Impresa, della gia’ citata Piattaforma di Raccordo dei Poli d’Innovazione, la previsione di un Disciplinare per lo status di Polo d’Innovazione Regionale, sono tutti elementi che concorrono a “stabilizzare” la politica legata allo sviluppo e a fornire un quadro complessivo di continuita’ delle scelte politiche, svincolato dalle attuali e contestuali opportunita’ agevolative. A tali strumenti se ne aggiungono altri quali il Fondo rotativo per le PMI che potra’ detenere in pancia somme rinvenute dal bilancio regionale, piuttosto che dal Fondo Unico per le agevolazioni alle imprese di carattere nazionale”. 

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