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Abruzzo. Tribunali, emendamento a “Milleproroghe” per salvare sedi regionali

Una proroga di dieci anni per derogare la riforma delle circoscrizioni giudiziarie nelle province abruzzesi, che interessa i Tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, ed evitarne la soppressione. E’ quanto prevede l’emendamento presentato al decreto “Milleproroghe” dalla senatrice PD Stefania Pezzopane, firmato anche dai senatori Federica Chiavaroli (NCD), Luigi Cucca, (PD), componente della Commissione Giustizia e Enrico Buemi (PSI). Nel testo dell’emendamento si chiede di prorogare per dieci anni la deroga concessa ai Tribunali abruzzesi, per il sisma del 2009, che inizialmente prevedeva solo tre anni, a causa delle perduranti condizioni di inagibilita’ delle sedi dei Tribunali di L’Aquila e Chieti. “La mobilitazione – afferma Pezzopane – continua. Ho presentato questo emendamento in sintonia con le richieste dei comitati cittadini, dell’Ordine degli Avvocati e dei Sindaci del territorio. La riforma intrapresa dai precedenti Governi rappresenta solo un aggravio dei costi per il cittadino, senza alcun beneficio concreto per il sistema giudiziario. L’emendamento ci consente di avere un lasso di tempo ragionevole per scongiurare la chiusura – ha proseguito Pezzopane – Dobbiamo fare squadra e dedicarci con convinzione a confezionare un progetto valido che salvi i tribunali abruzzesi, da presentare al Governo al piu’ presto, anche rivedendo qualche circoscrizione giudiziaria e salvaguardando i territori di montagna”.

Tribunali: Consulta, no a referendum su tagli (2)

A presentare richiesta di referendum abrogativo, che in novembre aveva avuto il via libera della Cassazione, erano stati i Consigli regionali di Abruzzo, Marche, Liguria, Campania, Calabria, Puglia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia e Basilicata. La decisione della Consulta e’ arrivata dopo una breve camera di consiglio. Nell’udienza a porte chiuse svoltasi stamattina, le Regioni erano tornate a ribadire che, a loro parere, con la chiusura dei ‘tribunalini’, si va incontro a pesanti ricadute sia sull’accesso dei cittadini alla giustizia, sia sul lavoro degli uffici giudiziari ‘accorpanti’ quelli soppressi. L’Avvocatura dello Stato, in rappresentanza del Governo, aveva invece sostenuto l’inammissibilita’ del quesito referendario, ritenendolo collegato al bilancio dello Stato e quindi non compreso tra le materie che, in base al dettato dell’articolo 75 della Costituzione, possono essere sottoposte alla consultazione popolare.

Tribunali: promotori referendum, ricorreremo a giustizia europea

“Non ci fermeremo, andremo anche davanti alla Corte di giustizia europea, questa e’ una delle strade, noi cercheremo tutte quelle percorribili per contrastare questa riforma”. A dichiararlo e’ l’avvocato Fabiana Contestabile, che guida il Coordinamento nazionale che riunisce i Consigli regionali promotori del referendum sulla geografia giudiziaria e i vari comitati territoriali nati a sostegno del referendum. “Siamo molto delusi e offesi – dichiara Contestabile – e’ stato cancellato di fatto l’articolo 75 della Costituzione, perche’ non si e’ tenuto conto del fatto che il quesito era perfettamente ammissibile, e che era stato proposto da 9 Consigli regionali, quindi da 23 milioni di cittadini”.

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