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Abruzzo, trasporti: società contrarie a fusione

 

È proseguito in Quarta Commissione (Industria-Commercio, Turismo) l’esame del progetto di riforma del sistema regionale dei trasporti. La scorsa settimana sono stati ascoltati i sindacati dei lavoratori,

che si erano detti favorevoli al riassetto del comparto, con la creazione di una società unica per il trasporto su gomma. Oggi, invece, è toccato ai vertici delle società di trasporto: sono stati ascoltati il presidente dell’Arpa Massimo Cirulli, il presidente della Gtm Michele Russo e il Presidente dell’Anav, l’associazione di categoria di Confindustria che raggruppa i vettori privati, Sandro Chiacchiaretta. Il presidente di Sangritana Pasquale Di Nardo, invece, oggi non era presente perchè impegnato a Lanciano in un convegno nazionale sui trasporti. Dal dibattito è emersa una perfetta sintonia tra settore pubblico e privato, nel senso di esprimere contrarietà al progetto di fusione tra le società regionali di trasporto su gomma. «E questo non certo – puntualizza il presidente della Quarta Commissione Nicola Argirò – per ragioni legate alla volontà di mantenere in vita più consigli di amministrazione. In realtà, i rappresentanti delle aziende sostengono che non si può procedere alla fusione, se prima non si concretizza una ridefinizione dell’intero settore del trasporto pubblico locale, che passa per la creazione, tra l’altro, del bacino unico e della gara unica. Insomma, la nuova società deve essere un punto di arrivo e non di partenza». Ma non sono gli unici aspetti su cui sono state sollevate perplessità. «Non abbiamo – continua Argirò – ancora a disposizione i dati sugli effettivi risparmi generati da questa operazione: i contratti dei dipendenti, ad esempio, vanno uniformati ed equiparati a quelli economicamente più vantaggiosi per i lavoratori. Senza considerare che Sangritana e Gtm, in quanto ex gestioni governative, godono ancora di un contributo da parte dello Stato di diversi milioni di euro l’anno, che verrebbe azzerato con la creazione dell’azienda regionale. C’è dunque ancora molto da lavorare, e continueremo il confronto in Commissione, anche perchè bisognerà anche attendere i provvedimenti che il Governo nazionale introdurrà nel maxiemendamento alla Finanziaria».

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