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Abruzzo, trasporti: Arpa disdice accordi sindacali

«Una decisione che si è resa inevitabile a seguito del peggioramento dei conti aziendali conseguenti al rincaro pesante di alcuni costi, primo fra tutti il gasolio, oltrechè ai minori trasferimenti dei contributi regionali, in misura pari al 10 per cento per un importo di 4 milioni e cinquecentomila euro, e non come risposta all’approvazione della legge sull’azienda pubblica di Tpl». Lo ha detto questa mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Chieti il presidente dell’Arpa, l’azienda regioanle di trasporto pubblico abruzzese, Massimo Cirulli, facendo riferimento alla disdetta degli accordi aziendali comunicata in data lo scorso 4 gennaio ai rappresentanti dei sindacati di categoria Cgil-Cisl-Uil Faisa e Ugl ed alla Giunta regionale d’Abruzzo, un provvedimento che assottiglierebbe il salario dei dipendenti di un importo oscillante tra i 200 e i 300 euro mensili. «Un centesimo di rincaro del gasolio per noi significa un aumento secco di costi pari a 100 mila euro in un anno- ha detto Cirulli. Anche Amt di Genova e di Ataf di Firenze hanno azzerato i contratti di secondo livello per ragioni legate all’insostenibilità dei costi e per poter garantire il servizio. Per far fronte a tale emergenza – ha concluso Cirulli – poteva essere sufficiente un ritocco delle tariffe, cosi come è avvenuto nel resto d’Italia: una richiesta che la Regione Abruzzo non ha accettato e che ci ha spinti a tale sofferta scelta».
Il presidente dell’Arpa Massimo Cirulli non è contrario alla fusione delle aziende del trasporto pubblico locale in Abruzzo. Ma avverte che il processo di fusione porterà inevitabilmente ad esuberi di personale che rappresenteranno un problema di cui la Regione Abruzzo dovrà farsi necessariamente carico. Lo ha detto questa mattina nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Chieti, intervenendo sulla riforma del Trasporto pubblico locale in Abruzzo ed sulla costituenda società unica. Per Cirulli le economie che si realizzeranno a seguito di tale processo di accorpamento delle aziende pubbliche di Tpl scaturiranno in buona parte dalla riduzione del costo del personale conseguente al sensibile assottigliamento degli organici. Secondo Cirulli, che ha citato uno studio effettuato nel 2007 da Kpmg e commissionato dalla Regione, ci sono dai 30 ai 40 impiegati che risulterebbero in esubero una volta realizzata la fusione, in buona parte presenti presso la direzione generale Arpa. L’auspicio di Cirulli è che la Regione stanzi risorse adeguate per accompagnare l’esodo di quanti verrebbero espulsi dal servizio con il varo della nuova società di autolinee pubbliche, in considerazione del fatto che il settore del trasporto pubblico locale non dispone di alcuna forma di ammortizzatori sociali. «Noi non siamo contrari alla fusione delle aziende pubbliche di Tpl in Abruzzo, nè opporremo per i prossimi mesi alcuna resistenza a quanto previsto dalla legge regionale approvata il 29 dicembre scorso – ha detto Cirulli. Daremo corso, perciò, ai contenuti di questo provvedimento approvato a fine anno dal Consiglio regionale. A riprova di quanto si dice, vorrei segnalare di aver inviato il 4 gennaio scorso una lettera all’assessore regionale ai trasporti Giandonato Morra a firma del sottoscritto, in cui si propongono alcune soluzioni di carattere tecnico finalizzate a snellire la tempistica necessaria per realizzare tale progetto».

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