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Abruzzo, tessile: – 1000 lavoratori in 18 mesi

Settore tessile e manifatturiero in Abruzzo in forte crisi: oltre mille i posti di lavoro persi nell’ultimo anno e mezzo;

 

vittime dei licenziamenti soprattutto le donne (800). A lanciare l’allarme è stata questa mattina la Cgil, che in un’ assemblea, ha parlato anche della vertenza riguardante l’azienda Matex (gruppo Ermenegildo Zegna) di Montesilvano (Pescara), dove sono stati licenziati 75 lavoratori (in gran parte donne).
“La crisi del settore manifatturiero in Abruzzo – ha detto Domenico Ronca della Filt Cgil – è drammatica. La vicenda Matex rappresenta solo la punta dell’iceberg. Dispiace verificare però come il gruppo Zegna abbia deciso di fare una scelta etnica e di penalizzare il Sud e la sua fabbrica di Montesilvano (Pescara), trasferendo e potenziando l’attività nello stabilimento di Trivero (Biella). Ancora una volta ad essere penalizzato è il Mezzogiorno, e soprattutto l’Abruzzo che paga già una situazione pesante. Noi abbiamo combattuto una dura lotta con la proprietà per evitare la chiusura dell’azienda, e il 14 marzo ci presenteremo al tavolo aziendale per  sottoscrivere l’accordo relativo alla cassa integrazione, solo a patto che il gruppo Zegna provveda alla ricollocazione dei lavoratori in altre aziende del gruppo”.
Sul problema lavoro, Ronca ha poi puntato il dito anche contro la Regione: “Non possiamo non verificare come mai il presidente Gianni Chiodi abbia pensato di seguire da vicino la vicenda e di convocare in Abruzzo i vertici del gruppo Zegna. Il disinteresse della politica ricade sempre sui lavoratori”.
Infine, Ronca ha anche auspicato la creazione di un polo dell’alta moda attorno al gruppo Brioni, in modo da salvaguardare le produzioni di qualità del made in Abruzzo, in un momento di grande difficoltà che si vive anche a livello nazionale. All’assemblea di questa mattina erano presenti anche alcune lavoratrici della Brioni che sono in cassa integrazione.

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