Ultime Notizie
HomeTutte le agenzieAbruzzoAbruzzo, Sole24Ore: dopo il terremoto c’è Equitalia

Abruzzo, Sole24Ore: dopo il terremoto c’è Equitalia

Brutte sorprese per le imprese abruzzesi colpite dal terremoto che hanno fatto affidamento sulle rassicurazioni dell’amministrazione finanziaria e che ora devono fare i conti con ipoteche e fermi amministrativi.
La vicenda appare paradigmatica di come spesso manchi lo spazio per un’effettiva compliance tra Fisco e contribuenti. Dopo il terremoto in Abruzzo di aprile 2009, con l’ordinanza del presidente del Consiglio n. 3780 del 6 giugno 2009 erano stati sospesi gli adempimenti tributari e contributivi per i residenti nei comuni colpiti dal sisma. La legge 183/11 (legge di stabilità 2012), all’articolo 33, comma 28, ha disposto peraltro che i pagamenti dei debiti erariali sospesi riprendano «senza applicazione di sanzioni, interessi ed oneri accessori, mediante il pagamento di centoventi rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di gennaio 2012».
L’ammontare dovuto per ciascun tributo o contributo, ovvero per ciascun carico iscritto a ruolo, oggetto delle sospensioni, al netto dei versamenti già eseguiti, è ridotto al 40 per cento. Tuttavia, nella seconda metà di dicembre 2011 Equitalia ha notificato circa 10.000 cartelle relative ai tributi sospesi. Nelle cartelle, però, Equitalia ha aggiunto un foglio privo di intestazione in cui i destinatari venivano invitati a non pagare. Il tutto in attesa che si definissero le modalità di completa attuazione della legge 183.
A questo punto, i contribuenti più diffidenti hanno comunque impugnato le cartelle – anche perchè alcune imprese destinatarie della comunicazione nel chiedere il Durc (documento unico di regolarità contributiva) se lo sono viste negare proprio per via delle cartelle scadute e non pagate (si veda Il Sole 24 Ore dell’8 e dell’11 marzo) –, ma con sorte alterna: alcuni hanno ottenuto sentenze che hanno annullato le cartelle altri invece hanno avuto la peggio. In sede contenziosa, peraltro, l’agenzia delle Entrate si è opposta alla sospensiva e ha resistito nel merito affermando che la riscossione non rientra nelle fattispecie previste dall’articolo 1 dell’ordinanza n. 3780 e quindi non spetta la riduzione al 40 per cento.
Altri contribuenti, invece, affidandosi all’indicazione ricevuta da Equitalia non hanno impugnato il ruolo. A distanza di qualche mese, però, Equitalia ha richiesto il pagamento. Chi non ha ottemperato, si è visto iscrivere sui propri beni provvedimenti di ipoteca e di fermo amministrativo.

Il Sole 24 Ore 4 settembre 2012

Print Friendly, PDF & Email