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Abruzzo, sindacati: mancano fondi cooperazione

La Cgil Abruzzo, Iscos – Anolf Cisl Abruzzo e la Uil Abruzzo si appellano al Presidente Gianni Chiodi per avere dei chiarimenti sull’azzeramento per l’anno in corso dei fondi pubblici riguardanti il settore della Cooperazione e dello Sviluppo e per gli stanziamenti finalizzati alle quote annuali e dei consulenti del settore.
«In occasione dell’ultimo Comitato Tecnico Consultivo per la Cooperazione e lo Sviluppo della Regione Abruzzo, si è venuti a conoscenza dell’azzeramento per l’anno in corso dei fondi pubblici riguardanti il settore in oggetto. Con sorpresa dello stesso Presidente, Dr. Berardo Rabbuffo, anche gli stanziamenti finalizzati alle quote annuali e dei consulenti del settore, risultavano mancanti.
In riferimento alla legge di Riforma (Senato, settembre 1999), che afferma:“la cooperazione decentrata è la capacità dell’amministrazione sub-statale di definire e concordare con un partner di un altro paese (un comune, una città..) un accordo quadro di reciproco interesse coordinato e governato dall’amministrazione pubblica ed eseguito dalle forze presenti sul territorio (ONG, imprese sociali, ASL, piccole e medie imprese, associazioni di immigrati) le quali agiscono in base alle loro competenze”, le organizzazione scriventi dichiarano che anulla sono valse le precedenti proposte delle forze sociali e politiche circa la maggiore considerazione, da parte degli organi preposti,  della cooperazione decentrata abruzzese.
Pur rendendoci conto che le dolenti vicende relative ai fondi comunitari Inter-reg che hanno coinvolto la Dirigente del settore, peraltro estranee alle competenze del Comitato Consultivo, abbiano influito negativamente sull’andamento delle attività della cooperazione internazionale abruzzese, riteniamo che a maggior ragione l’Abruzzo dovrebbe confermare un proprio autonomo intervento di solidarietà internazionale, soprattutto per la gestione sempre trasparente e positiva dello stesso Comitato.
Riteniamo pertanto iniquo e preoccupante il permanere di un atteggiamento che rischia di veder assente la Regione negli interventi solidali e di cooperazione, ancor più urgenti in questa fase difficile per molte comunità e nazioni a noi vicine.  Qualora tale atteggiamento venisse confermato, queste organizzazioni ritengono coerente lo scioglimento dello stesso Comitato che, pur avendo operato negli anni precedenti in modo efficiente e volontario, non ha più motivo di esistere in un clima di assoluta inoperosità».

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