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Abruzzo. Sicurezza sul lavoro, Cna e Ance presentano il Qr Code

Una nuova tecnologia, come il ‘Qr code’, al servizio della sicurezza nei cantieri edili; ma soprattutto di quei lavoratori immigrati che in Abruzzo sono ormai un quarto della forza lavoro impiegata nelle costruzioni, ma alla cui integrazione fanno da ostacolo barriere invisibili, come le difficoltà di integrazione linguistica. Confronto a tutto campo sui temi dell’immigrazione e della sicurezza nei cantieri edili, questa mattina a Pescara, nel corso del convegno dal titolo “Immigrati: informazione e sicurezza”, tenuto nello spazio Arte di via delle Caserme. Organizzato da Cna Abruzzo e Ance, l’associazione delle imprese edili di Confindustria, l’incontro ha messo a confronto associazioni d’impresa, sindacati dei lavoratori, mondo della ricerca e dell’università. Appuntamento conclusivo di un progetto di informazione e formazione dal titolo omonimo, avviato all’inizio del 2012 dall’Ud’Anet, società tecnologica partecipata dall’Università d’Annunzio, l’incontro è servito a fare il punto sullo stato di sicurezza dei cantieri edili abruzzesi, in particolare per quel che riguarda l’utilizzo di lavoratori stranieri. Un fenomeno in continua crescita numerica (“In dieci anni, dal 2003 al 2013, la forza lavoro straniera impiegata in provincia di Pescara è passata dal 12% al 28% del totale”, ha riassunto il presidente di Formedil Roberto Chiola), che pone alle associazioni d’impresa ed alle diverse istituzioni pubbliche coinvolte, un livello sempre maggiore di attenzione ed impegno. In questa direzione ha mosso il progetto, cofinanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, “Immigrati: informazione e sicurezza” giunto alle battute finali, dopo una indagine esplorativa che ha coinvolto imprese associate ad Ance e Cna, 131 lavoratori immigrati, strutture di formazione. “In questo modo – ha detto concludendo i lavori il professor Fabio Capani, responsabile scientifico del progetto – abbiamo potuto scoprire l’efficacia delle nuove tecnologie applicate alla formazione di lavoratori immigrati. Con gli strumenti tradizionali, come le lezioni frontali in aula, ben difficilmente avrebbero potuto essere coinvolti direttamente, come attori protagonisti, di un progetto che li riguarda da vicino”.  “Abbiamo creato un percorso all’interno dei cantieri interessati – ha illustrato Francesco Polcini – realizzando una serie di test in prossimità di specifici punti formativi. Poi, grazie a un tablet o un telefonino e alla tecnologia ‘Qre code’, i lavoratori hanno potuto valutare quali fossero le specifiche norme di sicurezza obbligatorie in quel determinato punto, quale l’abbigliamento richiesto, quale il suo grado di preparazione”. La sicurezza, ha detto il direttore regionale dell’Ance, Fausto Ronconi, non può essere applicata solo attraverso l’imposizione di sanzioni e l’obbligo di rispettare una burocrazia invasiva: è un valore che va spiegato a imprese e lavoratori attraverso un percorso di informazione e crescita della consapevolezza, perché su questo spesso si gioca una partita di concorrenza sleale tra chi è in regola e chi no”. Tante le voci dei lavoratori immigrati (Ledian Kalliri, albanese e Murat Thaci del Kosovo, che hanno partecipato al progetto), ma anche in rappresentanza delle organizzazioni sindacali. Dovi Aloumon, del Togo, da undici anni in Abruzzo, ed ora dirigente della Fillea-Cgil pescarese: “La formazione linguistica è uno dei nodi fondamentali per consentire ai lavoratori di essere protagonisti di un percorso di sicurezza”, ha suggerito. “Metteremo a disposizione il nostro lavoro – ha promesso Christian Sciarretta dell’Ud’Anet – delle strutture che si occupano di formazione in edilizia, affinché possa trovare una applicazione di massa”. E quanto rilevi il fenomeno lo ha assicura Franco Carmine Santilli, presidente dell’Edilformas Abruzzo: “Tra 2011 e 2012, su 1371 lavoratori edili formati, ben 480 erano stranieri”.

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