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Abruzzo, senza fondi centri di ricerca a rischio chiusura

 “Una situazione ormai insostenibile che ha messo in ginocchio moltissimi lavoratori, privati da mesi dello stipendio. Una brutta figura per Chiodi e la sua giunta che, ancora una volta, hanno dimostrato che del futuro della ricerca non gli interessa nulla, contrariamente a quanto avviene in altre regioni e in altri paesi”. Ad affermarlo il consigliere regionale Franco Caramanico a proposito della difficile situazione nella quale versano i centri di ricerca regionali, a cominciare dal Cotir, il Consorzio per la Sperimentazione e Divulgazione delle Tecniche Irrigue, e il Mario Negri sud. “Si tratta di strutture ridotte alla paralisi perche’ prive di risorse. Che invece – sostiene Caramanico in una nota – si sarebbero potute rintracciare, ad esempio, usufruendo dei 15 milioni di euro entrati in bilancio grazie alla revisione dei canoni idroelettrici. E’ chiaro che dobbiamo pensare a una riorganizzazione di questi centri, ma questo non deve fornire alibi alla Giunta per lasciare i lavoratori al loro destino. Tanto piu’ che si tratta di centri di eccellenza, la cui attivita’ potrebbe essere di grande supporto all’economia regionale. Pensiamo agli studi del Mario Negri sulla riduzione della spesa farmaceutica o al grande supporto ai problemi dell’irrigazione agricola che puo’ venire dal Cotir, dotato di apparecchiature e strumentazioni sofisticate. E invece – accusa il consigliere – Chiodi preferisce assistere, senza fare nulla, all’agonia di quelli che erano fiori all’occhiello del nostro sistema di ricerca”.

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