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Abruzzo, sanità: maglia nera per mortalità infantile

La mortalità infantile e neonatale in Abruzzo è quella che fa registrare il peggior dato a livello nazionale: nel biennio 2007-2008 il tasso di mortalità neonatale è pari a 3,7 casi per mille nati vivi, contro una media nazionale di 2,4, mentre quella infantile è pari a 4,9 casi su mille, contro una media nazionale di 3,3. È quanto emerge dalla nona edizione del Rapporto Osservasalute 2011, presentato oggi all’Università Cattolica di Roma. A questi dati negativi si contrappongono quelli sugli aborti, che fanno registrare le migliori percentuali in Italia: l’Abruzzo, infatti, è la regione italiana che ha ridotto maggiormente il tasso di interruzione volontaria di gravidanza in un solo anno. Nel 2009 si registra un tasso standardizzato di interruzioni pari a 8,66 casi per mille donne, contro una media nazionale di 8,55, con una riduzione dell’8,5% rispetto all’anno precendente (migliore dato in Italia). La popolazione residente – rileva lo studio – non è in forte crescita: il saldo medio annuo, nel biennio 2009-2010, è pari a 2,9 per mille residenti per anno, contro una media nazionale di 4,8. Il saldo naturale è pari a -2,1 per mille; il saldo migratorio è pari a 5 per mille. Il tasso di fecondità totale, cioè il numero medio di figli per donna, è pari a 1,27 (1,20 per le donne italiane, 1,93 per le straniere) contro una media nazionale di 1,41. L’età media delle donne abruzzesi al parto è di 31,6 anni (31,2 anni in Italia).

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