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Abruzzo, riforma province: rischiano di saltare Teramo e Pescara

Province di Pescara e Teramo a rischio cancellazione. Se dovesse passare il piano del governo anticipato in un articolo delCorriere della Sera pubblicato questa mattina i due enti potrebbero saltare, mentre sarebbero salve quelle dell’Aquila e di Chieti.
Secondo quanto riferisce Sergio Rizzo nel pezzo pubblicato dal quotidiano di via Solferino, l’esecutivo nazionale starebbe studiando una riforma dell’assetto istituzionale locale che prevede l’abolizione di quelle Province che non rispondono almeno due dei tre requisiti individuati come criteri minimi per mantenerle in vita: superficie di almeno 3 mila chilometri quadrati, popolazione superiore a 350 mila abitanti e oltre 50 Comuni presenti nel territorio.
L’Aquila potrebbe sopravvivere grazie ai suoi 5.034 chilometri di estensione e ai 108 Comuni che la compongono, nonostante i poco meno di 298 mila residenti. Chieti, invece, soddisfa i criteri della popolazione (oltre 388 mila abitanti) e dei Comuni (104), ma non quello dell’ampiezza territoriale (2.588 chilometri).
Tre bollini rossi, al contrario per Pescara e Teramo.
La Provincia fortemente voluta da Gabriele d’Annunzio e dal ministro fascista Giacomo Acerbo, la sua fondazione risale al 1927, si ferma a 315 mila residenti, 1.189 chilometri quadrati e 46 Comuni.
Quella teramana va solo poco meglio, anche se non è sufficiente: 305 mila abitanti, 1.951 chilometri di estensione e 47 Comuni.
Naturalmente il provvedimento deve superare lo scoglio del Parlamento, che in passato si è dimostrato poco propenso a seguire la strada del taglio delle Province, nonostante l’argomento sia stato spesso utilizzato in campagna elettorale a ogni rinnovo delle Camere.
Il governo Berlusconi ci provò senza successo, dovendosi arrendere alle forti resistenze interne alla maggioranza di centrodestra, in particolare della Lega.
Stavolta tocca al premier, Mario Monti, passare per le forche caudine dell’aula: ammesso che l’esecutivo tecnico faccia in tempo a presentarlo, c’è da giurare che deputati e senatori faranno sudare non poco il ministro della Pubblica amministrazione e per la Semplificazione Filippo Patroni Griffi, competente per delega alla rivoluzionaria riforma.
DA Abruzzoweb

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