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Abruzzo, riforma acqua: troppi poteri a Regione

Il gruppo del Pd in Consiglio regionale d’Abruzzo parla di “troppa fretta” in merito alle modalità con cui è stata approvata, nella seduta di ieri, la riforma del servizio idrico integrato.

 

“Si potevano aspettare altri sei mesi, si poteva attendere l’esito del referendum sull’acqua – ha detto oggi in conferenza stampa il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci -, ma la maggioranza ha voluto fare subito, destando qualche perplessità. Non vorremmo si sia inteso creare qualche vestito su misura”.
Paolucci, insieme ai consiglieri regionali Claudio Ruffini e Marinella Sclocco, ha sottolineato che il Pd avrebbe preferito un altro tipo di legge, ricordando a tal proposito di aver presentato, nel 2010, una proposta alternativa a quella della maggioranza, che concedeva più potere ai sindaci, attualmente adottata da molte Regioni del centro-nord e dalla Lombardia.
“Nonostante la nostra proposta non sia stata presa in considerazione – ha spiegato Sclocco – abbiamo presentato una serie di emendamenti migliorativi a quella del centrodestra, molti dei quali accolti”: 20 sui 24 proposti. Gli emendamenti prevedono che siano i Comuni a gestire il servizio, quindi a decidere su Piani d’ambito, piani di investimento e patrimonio.
Il gruppo del Pd ha presentato anche un emendamento sul referendum riguardante l’acqua, che prevede non si possano compiere atti tali da compromettere l’esito della consultazione. Per Paolucci, la riforma ha, comunque, “un impianto barocco, con troppi poteri nelle mani della Regione”. “Il centrodestra – ha aggiunto Sclocco – continua a parlare di federalismo, ma solo a livello nazionale”.

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