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Abruzzo, rifiuti: burocrazia ferma 10 opere

Sono dieci – sei discariche e quattro impianti per il trattamento dei rifiuti – le strutture bloccate in Abruzzo, perchè realizzate e mai entrate in funzione o approvate e mai realizzate, a causa di contenziosi giudiziari e procedure burocratiche. Le situazioni di maggiore criticità si registrano nel Pescarese – dove nelle scorse settimane c’è stata una vera e propria emergenza in seguito alla chiusura dell’impianto di Colle Cese a Spoltore – e nel Teramano. DISCARICHE – Una delle strutture da realizzare è la discarica di Atri (Teramo), in località Santa Lucia, di titolarità pubblica del Consorzio Piomba-Fino. L’impianto dovrebbe raggiungere i 90mila metri cubi. «È stato discusso, lo scorso 15 marzo, il ricorso di una ditta seconda aggiudicataria nella gara di appalto – rileva Franco Gerardini, dirigente del Servizio gestione rifiuti della Regione Abruzzo -. Si attende ora di conoscere la decisione del Consiglio di Stato». C’è poi la discarica di Notaresco (Teramo), in località Irgine. Si tratta di un impianto privato della ditta De Patre Ferrometalli. La struttura, 177mila metri cubi, è stata realizzata e potrebbe entrare in funzione, ma il Comune di Notaresco ha presentato ricorso al Tar. La discussione c’è stata nei giorni scorsi e si attende, nelle prossime settimane, il pronunciamento del Tribunale amministrativo. Non sono ancora iniziati i lavori per l’ampliamento di 200mila metri cubi della discarica di Lanciano (Chieti), in località Cerratina, di titolarità pubblica Eco.Lan Spa. «Si tratta di una variante non sostanziale da autorizzare – spiega Gerardini -. Le modifiche sono all’esame del Comitato Valutazione Impatto Ambientale (Via), attualmente bloccato da una legge regionale, ma i lavori dovrebbero riprendere nei prossimi giorni». Situazione analoga per l’ampliamento di 40mila metri cubi della discarica di Magliano dei Marsi (L’Aquila), in località Vicenne, di titolarità pubblica del Comune. Fermi anche i lavori per la costruzione della discarica di Gioia dei Marsi (L’Aquila), 365mila metri cubi, di titolarità pubblica dell’Aciam Spa: il Wwf ed alcune associazioni locali hanno fatto ricorso al Tar. La discussione è prevista per il prossimo 9 aprile. Sono invece in corso le procedure di appalto nell’ambito della realizzazione della discarica di Notaresco, in località Grasciano, di titolarità pubblica del Cirsu Spa. L’impianto, 485mila metri cubi, tra l’altro, a partire dal 2013 dovrebbe accogliere i rifiuti provenienti dall’ambito pescarese. Anche in questo caso Comuni ed associazioni stanno iniziando a farsi sentire e ad esprimere contrarietà alla realizzazione della struttura. IMPIANTI – Il polo tecnologico del Cirsu SpA di Notaresco (Trattamento meccanico-biologico e piattaforma ecologica) è fermo per un contenzioso tra il Cirsu, la Sogesa e i Comuni del Cirsu. Ci sono poi altre tre piattaforme ecologiche mai attivate dai consorzi competenti: due nel Pescarese – una a Loreto Aprutino, della Ecologica Pescarese SpA, e l’altra ad Alanno, di Ambiente Spa, consorzio attualmente in liquidazione – e una nel Teramano, a Sant’Omero, dell’Unione dei Comuni. L’impianto per il Trattamento meccanico-biologico di Sante Marie (L’Aquila), infine, è stato interessato da un incendio ed è attualmente fermo. «Il quadro del sistema regionale di smaltimento dei rifiuti è alquanto sconfortante – conclude Gerardini -. La situazione è sicuramente più grave nelle province di Teramo e Pescara. Vi è inoltre una chiara ‘crisi gestionalè degli impianti gestiti dai Consorzi pubblici». Tanto che il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, si è detto pronto a commissariare i soggetti inadempienti.

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