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Abruzzo, rifiuti: autonomia di 400mila metri cubi fino a primavera 2012

Attualmente l’Abruzzo può contare su un’autonomia di 400 mila metri cubi per un periodo fino alla primavera 2012:

 

per questo motivo che abbiamo avviato la programmazione di gestione e smaltimento dei rifiuti che ora deve essere attuata da comuni e consorzi”. Lo ha detto l’assessore regionale all’ambiente, Mauro Di Dalmazio, presentando la programmazione dello smaltimento dei rifiuti per il 2011.
Non è ancora un allarme, ma sicuramente ha il valore dell’appello quello dell’assessore il quale ha spiegato che “è necessaria una svolta decisa da parte dei Consorzi e dei Comuni nella gestione dei rifiuti”.
“La programmazione – ha aggiunto – è figlia della delibera della Giunta regionale di fine anno, che ha dato la possibilità di aumentare la capacità delle discariche del 10%, potenziare gli impianti e la raccolta differenziata. Attualmente solo Spoltore ha incrementato del 10% la propria discarica, nonostante la Regione abbia autorizzato tutti i lavori”.
L’attuale situazione di criticità che si registra in regione é dovuta alla ridotta autonomia di smaltimento: sono solo 6 le discariche attive, al mancato funzionamento degli impianti di trattamento di Notaresco e Castel di Sangro e alla mancata realizzazione di tre discariche (Gioia dei Marsi, Atri e Notaresco) già autorizzate per circa 900 mila metri cubi.
“Ora – ha proseguito l’assessore – è necessario il cambio di passo la programmazione è stata fatta e la Regione manterrà il suo ruolo di supporto reperendo risorse per dare sostegno alla raccolta differenziata (é il caso di rimodulazione dei fondi Fas) e ad altri interventi specifici, ma in questo contesto i Comuni e i Consorzi devono dare esecuzione a questa programmazione su un principio di responsabilità condivisa. Non sono più tollerabili atteggiamenti di alcuni comuni che fanno scaricabarile sulla Regione”.
Sul fronte della Raccolta differenziata i numeri sono ancora lontani dagli obiettivi nazionali. “Siamo fermi al 30% – ha spiegato il dirigente regionale Franco Gerardini – la normativa nazionale parla di 60%. Sono inoltre 51 i comuni che si affidano al sistema domiciliare della raccolta differenziata, cifra molto superiore a quella di qualche anno fa ma ancora al di sotto degli standard nazionali. Non è vero – ha continuato Gerardini – che stiamo lavorando per creare l’emergenza; esiste invece una programmazione definita e su quella è necessaria la spinta decisiva dei Consorzi”.
Il segretario generale della presidenza, Enrico Mazzarelli, ha sottolineato come “la Giunta si stia avvicinando al concetto di autosufficienza così come richiede la normativa nazionale, offrendo strumenti giusti e adeguati agli enti locali. Abbiamo fatto un avviso pubblico per la ricerca di discariche fuori regione – ha ricordato Mazzarelli – non per fronteggiare una eventuale situazione emergenziale, ma anche per sgomberare il campo dalle opacità che alimentano il mondo dei rifiuti”.
A questo proposito, Di Dalmazio ha poi chiarito i contenuti dell’avviso pubblico: “Abbiamo assunto la disponibilità extraregione di alcune discariche pronte ad ospitare rifiuti. Questo è un elemento che potrebbe essere utile in caso di emergenza derivante dalla mancata osservanza della programmazione regionale, ma è stato utile anche per dare un indicatore di mercato sui prezzi e i costi degli operatori fuori regione. Su questo punto stiamo lavorando per conclude accordi di programma con Molise e Marche”.

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