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Abruzzo: regione contro liberalizzazione orari commercio

Il vicepresidente della Regione Abruzzo, assessore allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione, ribadisce la volonta’ dell’Ente a ridiscutere ”la non felice idea delle liberalizzazioni degli orari del comparto commercio che certamente non apporta nulla alla crescita del Paese e delle regioni, quando altre dovrebbero essere le leve su cui agire per incrementare il Pil di settore”. ”Anche se sulle liberalizzazioni possono trovarmi sostanzialmente d’accordo – dice Castiglione – sono fortemente contrario a questo provvedimento che sta portando ad un far west in un ambito che almeno in Abruzzo aveva trovato un suo equilibrio tra grande distribuzione e piccolo commercio”. Per l’Assessore ”alcuni grandi centri commerciali, scegliendo di aprire financo il giorno di Pasqua o il 25 aprile o il 1* maggio ecc.., calpestano le piu’ elementari regole di un sano vivere civile, spingendo verso una cultura proiettata al solo consumo”, per non contare poi che ”la deregulation non genera piu’ consumi perche’ stiamo vivendo un momento di crisi come non mai e i consumatori hanno meno soldi sia per le spese durante la settimana che nei giorni di festa”. Castiglione sollecita invece interventi per una vita sociale piu’ aggregante e sana lontana dai centri commerciali. E anticipa che ”come Regione Abruzzo stiamo approntando un provvedimento di legge che certamente contrasta con la deregulation del settore commercio decisa dal Governo e che trova la sostanziale condivisione delle sigle sindacali e di Confcommercio e Confesercenti”. Il provvedimento sara’ quanto prima portato all’attenzione della Giunta e del Consiglio regionale per cercare di ridare delle regole almeno per le aperture.
Castiglione auspica che ”il provvedimento che verra’ proposto alle parti sociali la settimana prossima possa trovare una mediazione la piu’ ampia possibile, anche se poi potra’ o meno essere osservata dal Governo”. Assicura che la posizione dell’amministrazione regionale sara’ ”forte e chiara” contro l’apertura di nuovi ipermercati e la liberalizzazione delle licenze ”che metterebbero ancora di piu’ in ginocchio il piccolo e medio commercio”. ”Mi auguro – aggiunge l’Assessore – il Governo possa ascoltare la volonta’ delle Regioni di voler rivedere l’intero pacchetto della deregulation commerciale, anche perche’ non ci sono ragioni per una liberalizzazione del commercio in quanto esso non e’ assimilabile a un servizio essenziale. La competenza deve tornare in capo a Regione e Comuni, sviluppando in ogni territorio i necessari approfondimenti nei tavoli titolati – suggerisce infine – Subito dopo l’approvazione del provvedimento di cui sopra passeremo, attraverso il tavolo del commercio, alla ridefinizione di un Testo unico del commercio per la Regione Abruzzo, per condividerlo e portarlo in Consiglio regionale per la sua adozione”.

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