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Abruzzo. Regione, al via nuova programmazione sociale e sanitaria: ambiti sociali accorpati ai distretti sanitari

La nuova programmazione sociale e sanitaria muove i primi passi. La Giunta regionale ha infatti dato via libera alla definizione dei nuovi Ambiti territoriali socio-sanitari, su proposta degli assessori Silvio Paolucci e Marinella Sclocco, aprendo di fatto la partita del nuovo assetto socio sanitario sul territorio secondo le indicazioni del patto della salute. In futuro, gli Ambiti territoriali sociali devono essere coincidenti nel numero e nell’estensione con i Distretti sanitari esistenti sul territorio. Allo stato in regione esistono 25 Distretti sanitari e 35 Ambiti sociali: L’integrazione amministrativa e geografica dei nuovi Ambiti aprira’ la strada ad una nuova politica socio sanitaria che guarda al territorio. “In ogni Ambito – spiega l’assessore alla Programmazione sanitaria Silvio Paolucci – verra’ realizzato un centro di erogazioni servizi in grado di garantire prestazioni alle fasce piu’ deboli, ai fragili non autosufficienti e agli anziani del territorio. Sappiamo benissimo – aggiunge Paolucci – che il futuro di questa regione si gioca anche sull’assistenza che sapremo in grado di garantire agli anziani del futuro; l’integrazione socio-sanitaria va verso questa direzione, dando la giusta dimensione al valore dei servizi socio-assistenziali”. La coincidenza degli Ambiti territoriali sociali con i Distretti sanitari segna anche un deciso passo in avanti verso l’uscita dal commissariamento della sanita’ regionale. “Nel piano sociale regionale – aggiunge l’assessore alle Politiche sociali Marinella Sclocco – sara’ prevista l’indicazione di Aree di bisogno per la gestione associata dei servizi, che comunque dovranno tener conto sempre del processo di programmazione unitaria a livello di Ambito sociale”. Sia la costituzione dell’Ambito territoriale sociale sia l’individuazione dell’area di bisogno sono indispensabili “per accedere – spiegano i due assessori – alla ripartizione dei fondi regionali e di quelli di derivazione nazionale destinati agli enti locali”.

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