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Abruzzo: quasi 5mila irregolari e in nero

Nel corso delle attività di controllo, effettuate nel 2010, la Direzione regionale del lavoro per l’Abruzzo ha accertato la presenza sul territorio di 4.647 lavoratori irregolari, di cui 1.486 in nero.

 

 Il settore più colpito dal lavoro in nero è risultato essere il terziario, dove sono state riscontrate 1.076 posizioni sommerse.
Per quanto riguarda le quattro province, è Pescara quella in cui sono stati individuati i maggiori lavoratori in nero (494), cui segue Teramo (461).
Alla provincia di Chieti spetta, invece, il primato dei lavoratori irregolari (1.552). In totale le aziende ispezionate sono state 4.210, 2.521 delle quali sono risultate irregolari. I maggiori controlli (1.805) sono stati effettuati nel settore dell’edilizia, in cui sono stati riscontrati 1.137 illeciti.
“Nell’edilizia – ha sottolineato, illustrando i dati, il responsabile della Direzione regionale del lavoro, Giovanni De Paulis – l’attenzione, in questo momento, è abbastanza alta. Cerchiamo quindi di collaborare anche con le altre istituzioni per verificare il sistema degli appalti soprattutto nella zona della ricostruzione, dove c’é bisogno di un’attenzione particolare”. A proposito di controlli nella ricostruzione, De Paolis ha fatto presente che vi è una “forte” carenza di personale ispettivo tecnico, oltre che di risorse, ragion per cui è stata proposta l’organizzazione di task force locali, ma anche nazionali. Sempre in tema di appalti, quelli irregolari, insieme a fenomeni di intermediazione di manodopera, sono risultati, nell’intera regione, 736, 351 dei quali nel teramano. La maggior parte, ancora una volta, nel terziario. Nel corso dei controlli, sono stati riscontrati anche 51 casi di lavoro minorile, 44 di extracomunitari clandestini e 38 lavoratrici madri “senza tutela”.A seguito delle sanzioni emesse, durante l’attività ispettiva, sono stati incassati oltre 3 milioni di euro, quasi un milione e 700 mila euro solo dall’edilizia. Per quanto riguarda le violazioni in materia di sicurezza e prevenzione, accertate in quest’ultimo settore, sono state 2.828, 912 delle quali nella provincia di Pescara. L’importo totale delle sanzioni irrogate è stato di circa 1 milione e 600 mila euro.

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