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Abruzzo, qualità vita: città abruzzesi a metà classifica

Venghino signori venghino a vivere a L’Aquila! Città famosa nel mondo per il parco archeologico diffuso tra le vestigia del suo antico centro storico, che offre ampi squarci di rara bellezza, un centro storico finalmente chiuso al traffico, silenzioso e liberato dalla morsa dello smog, della microcriminalità, dello schiamazzo notturno di giovani studenti maleducati, dalla frenesia del consumismo e dello shopping, visto che ogni attività commerciale, ed anche quasi ogni forma di vita, è stata saggiamente spostata nelle lontane periferie.

Al di la dell’ironia un po’ amara, fa perlomeno riflettere la classifica realizzata dall’Università La Sapienza di Roma, per conto del quotidiano ItaliaOggi. sula qualità della vita in 103 città italiane. E in cui con grande sorpresa risulta che a L’Aquila si vive meglio rispetto ad altri 50 città, e rispetto a tutti gli altri capoluoghi abruzzesi.

Le tre città in cui è più piacevole vivere in Italia sono quest’anno Trento, una conferma, Bolzano e a seguire Pordenone. Le ultime in fondo alla classifica, sono Enna, Napoli e Trapani, dove la vita deve essere un vero inferno, al di là degli stereotipi.

In questa graduatoria le città abruzzesi navigano a metà classifica: la prima appunto è L’Aquila al 62º posto, davanti a Teramo al 66º, Pescara al 69 e Chieti al 73 posto.

Il rapporto di Italia Oggi, spiegano gli esperti della Sapienza è uno strumento di monitoraggio della qualità della vita che impiega una metodologia rinnovata rispetto al passato, con un’architettura caratterizzata da nove dimensioni d’analisi: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita.

In base a questa metodologia evidentemente non incidono a L’Aquila sul benessere, la spensieratezza ed ottimismo dei suoi abitanti i seguenti dati ufficiali aggiornati all’autunno 2011: cassa integrazione cresciuta nell’industria, dell’81,8%, nell’edilizia del 7,1%. i nuovi disoccupati che superano le 7mila unità, centinaia sono di attività che non hanno riaperto dopo il sisma, reddito crollato dei precari e delle partite Iva, duemila nuovi poveri, aumento dell’alcolismo, dei litigi, degli abusi e delle separazioni in famiglia, consumo di psicofarmaci quasi raddoppiato. Popolazione in diminuzione. Ricostruzione ferma. Nessuna certezza, in tempi di devastante crisi economica, in merito all’arrivo in tempi accettabili delle decine miliardi necessari alla ricostruzione. Misteri della statistica….

Filippo Tronca

LA CLASSIFICA

Trento e Bolzano rispettivamente in prima e seconda posizione della classifica generale elaborata nel Rapporto Qualità della vita 2011 di ItaliaOggi-Università La Sapienza.

Il Trentino si rivela ancora una volta la regione dove le città sono a misura d’uomo. E per Trento una conferma, visto che la città era già in testa anche nella rilevazione del 2010. Trento dal 1999 è stabilmente nel gruppo di eccellenza e non è mai scesa al di sotto del 7° piazzamento Sulle oltre cento province analizzate si riscontra un arretramento dei valori presi a parametro per la rilevazione. Nel 2011 sono 45 (erano 55 lo scorso anno) le province nelle quali si vive in modo buono o accettabile.

Diventano maggioranza le province (58 contro le 48 del 2010) in cui la qualità della vita risulta scarsa o addirittura insufficiente. Con l’Italia meridionale e insulare che resta confinata negli ultimi posti.

A chiudere la classifica, fanalino di coda è per il 2011 Trapani (terz’ultima nella precedente indagine). La città siciliana precede Napoli che sale di un posto, attestandosi al penultimo posto dopo la maglia nera delle ultime due precedenti edizioni del rapporto. I grandi centri si attestano a metà classifica: Roma si piazza al 51esimo posto.

 

salendo dal 57), Milano è ora al 46esimo (era 49esima), Torino passa al 47esimo (dal 51). In controtendenza Bologna, che scende dal 21esimo al 40esimo posto e Firenze (dal 31esimo al 42esimo). Nell’anno appena trascorso, la qualità della vita scarsa o insufficiente riguarda 9 province del Nordovest, 3 del Nordest, 1 provincia dell’Italia centrale e le 36 province del Mezzogiorno. Le aree in cui, invece, si vive meglio sono nell’arco alpino centrale e orientale, nella Pianura Padana e nell’Appennino tosco-emiliano, con ramificazioni verso Toscana e Marche. Ma è un quador a macchia di leopardo, dove ci sono aree del paese del nordovest in difficoltà.

Male ancora, come nel 2010, le province che vanno dal litorale adriatico meridionale a parte dello Ionio fino a estendersi su un breve tratto del litorale tirrenico, con una scarsa o addirittura insufficiente, qualità della vita. Tornando alla testa e alla coda, si conferma, rispetto alle prime edizioni del rapporto, la conquista del vertice da parte delle province del Trentino-Alto Adige e di alcune province venete.

All’opposto l’ultimo posto di Trapani fa seguito a precedenti posizioni basse, segno che la qualità della vita nel suo complesso è insufficiente.

Fonte: abruzzo 24 ore

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