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Abruzzo. Qualità dell’ambiente sulla costa, Goletta Verde ribatte alle polemiche: “negare non aiuta a risolvere i problemi”

“Riteniamo non solo imbarazzanti, ma anche piuttosto ridicole le polemiche mosse dall’Arta al lavoro svolto dalla Goletta Verde in Abruzzo. Spiace constatare che il nostro spirito costruttivo, apprezzato da diversi comuni e dalla stessa Regione che ha coraggiosamente riconosciuto la grave situazione di criticità in cui versa ancora parte del sistema depurativo regionale e si è impegnata a contrastare questo fenomeno con ben 170 milioni di euro (giusto per capirne la portata) – viene così duramente e paradossalmente attaccato dall’Agenzia preposta alla tutela ambientale ”.

Così Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente risponde alle polemiche sui risultati dei monitoraggi di Goletta Verde effettuati lungo la costa abruzzese.

“Come più volte sottolineato – aggiunge Zampetti – quella di Goletta Verde è un’istantanea che non vuole certo sostituirsi alle analisi effettuate dalle istituzioni preposte ma che è in grado di segnalare delle criticità di un territorio. Una fotografia che conserva una indiscutibile validità scientifica dei risultati comunicati che rimarchiamo con forza. Laddove emergono dati critici e non sottovalutabili, per la presenza di cariche batteriche derivanti da scarichi non depurati, è bene andare oltre le polemiche. Il cattivo stato in cui versa il sistema di depurazione e di conseguenza fiumi, fossi e canali abruzzesi non è una novità e purtroppo sono stati diversi, nelle ultime stagioni balneari, i casi in cui questo inquinamento si è riversato anche lungo la costa. Negare questa evidenza non aiuta di certo a individuare e risolvere i problemi. Il nostro obiettivo non è fare allarmismo e nemmeno danneggiare l’immagine del mare abruzzese, anzi. Proprio per tutelare la qualità delle acque e le attività turistiche e economiche che vivono sul mare riteniamo importante e prioritario un serio confronto e incontro con amministrazioni ed enti per comprendere le criticità ancora presenti e individuare le possibili soluzioni.”

La campagna di Goletta Verde si svolge dal 1986 ed ha rappresentato il primo studio sull’inquinamento marino in un’epoca in cui le autorità preposte al controllo non erano ancora in grado di dare un quadro della situazione del mare. Negli anni successivi, anche in conseguenza dello stimolo rappresentato dalla campagna ambientalista, vengono gradualmente potenziate le strutture di controllo pubbliche, perciò Goletta Verde cambia lentamente fisionomia, passando dalla sola azione di check-up delle condizioni del mare (che pure rimane) a iniziative a più ampio spettro, tra cui: promozione delle attività dell’associazione e denuncia di abusivismo edilizio, cementificazione selvaggia delle coste, scarichi illegali, deriva petrolifera.

“Come vede direttore Amicone – sottolinea Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo – la Goletta ha più di un motivo per “passeggiare” sull’Adriatico sotto i riflettori. Quando noi chiedevamo l’abbattimento del Fuenti a Vietri sul mare e della saracinesca di Punta Perotti (Bari), la politica che anche lei rappresenta faceva condoni. Le chiedo: Chi pagherà il conto per la procedura di infrazione che ammonta a 8 milioni di euro per la mancata depurazione? Chi pagherà il conto per i dodici depuratori sequestrati dalla magistratura di Lanciano? Chi pagherà per i mancati controlli sulla discarica di Chieti? Per non nominare la storia infinita di Bussi. L’appello va alla Regione affinché dia corso una volta per tutte ad una seria riforma di questo ente, fondamentale per una corretta opera di prevenzione e monitoraggio per la sicurezza sulla salute degli abruzzesi. Una riforma basata sulle competenze come richiede la natura di questa struttura e non più sulle tessere di partito”.

Tristi le affermazioni del biologo esperto Damiani secondo il quale: “in Italia non esiste una foce di fiume che non sia inquinata (…) è noto che l’Adriatico è un mare che soffre.” Quindi, che significa? Che non vanno più effettuati monitoraggi? Che va tutto bene?

A scatenare polemiche è stato anche il campionamento eseguito alla foce del Fosso Marino a Vasto Marina, giudicato “fortemente inquinato”.

“Riguardo questo specifico punto -– conclude Zampetti – vorremmo ricordare all’Arta e all’amministrazione comunale che, dallo stesso Portale delle acque del ministero della salute, le acque nella zona antistante la foce di Fosso Marino, vengono indicate come di qualità ”scarsa”, sulla base dei prelievi degli ultimi 4 anni. La direttiva impone che entro l’anno per questo tipo di punti la qualità delle acque raggiunga almeno la “sufficienza”, pena la chiusura alla balneazione. Sono dati e giudizi non certo nostri ma si tratta dei report “ufficiali” che testimoniano anche in questo caso una sofferenza delle acque marine legate agli apporti inquinanti che arrivano dalla costa.”

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