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ABRUZZO: QUALE FUTURO? DAL MONDO DEI GIOVANI LE PROPOSTE – Intervista a Vanni Di Giosia di Maria Gabriella Busilacchi

In un momento critico dal punto di vista dell’occupazione come quello che l’Abruzzo sta vivendo, con la produzione ferma e un assoluto stallo nella creazione di nuovi posti di lavoro, quelli maggiormente colpiti sono ovviamente i giovani. Per questo motivo, importanti sono le opinioni e le proposte che possono venire dal mondo dell’imprenditoria, ed in modo particolare da quello dell’imprenditoria giovanile, fucina di energie e idee nuove fondamentali. Ed è proprio sul possibile futuro dell’Abruzzo che abbiamo chiesto un’opinione a Vanni Di Giosia, rappresentante dei Giovani Imprenditori Abruzzesi.

Quale ruolo, come giovani imprenditori, vi proponete di avere in un momento così particolare e difficile per l’Abruzzo? Quali sono le vostre proposte?

Come giovani Imprenditori – risponde Di Giosia – io credo che abbiamo innanzitutto il dovere di compiere in modo cosciente una serie di riflessioni. Riflessioni che dopo essere state fatte all’interno della nostra Associazione, devono essere esplicitate all’esterno, in modo che siano di pungolo per gli amministratori locali. E’ un ruolo che credo ci competa e che dobbiamo mettere a frutto se vogliamo migliorare la situazione che viviamo.

E qual è esattamente l’attuale situazione?

E’ una situazione che vede un sistema produttivo ancora troppo debole, composto com’è soprattutto da piccole e medie imprese che necessitano di incentivi finanziari per poter crescere e svilupparsi. Così come necessitano di valide politiche industriali. Si  constata la presenza di realtà operanti in settori ormai maturi, con modesti contenuti tecnologici e immerse in una realtà più generale assolutamente carente delle infrastrutture necessarie per crescere davvero. Inoltre, come spesso ci troviamo a ribadire, il rapporto tra le aziende e il sistema creditizio è ancora troppo vecchio e poco agile, poco vantaggioso per gli imprenditori. In una situazione simile, il ruolo dei Giovani Imprenditori non può che essere quello di attiva partecipazione alla definizione delle possibili linee di sviluppo per la nostra regione, che, non potendosi più considerare Mezzogiorno, ma più vicina alle regioni del centro-Italia, è una regione di confine tra due realtà economiche – e perché no, culturali -, completamente diverse. In questo essere di confine, secondo me, è da trovare il vero valore e gli stimoli giusti per lavorare.

Quindi, in concreto, cos’è che vi proponete di fare?

Innanzitutto stimolare con insistenza e quindi perseguire, sia a livello regionale che nazionale, la definizione delle possibili linee di sviluppo basate sulla certezza di regole atte a consentire alle realtà già operanti di fare programmi a più lungo termine. Poi, vorremmo attivarci affinché a livello regionale si attuino politiche che possano attirare sul nostro territorio realtà imprenditoriali più evolute. Altro punto su cui vorremmo insistere è l’adeguamento, da parte del nostro sistema bancario, del costo del denaro ai livelli delle regioni più avanti di noi. Secondo noi, inoltre, è necessaria una maggiore intesa tra le attività del mondo formativo, scientifico e universitario, e quello produttivo, e anche in questo senso vogliamo far sentire la nostra voce. Infine, vorremmo che venisse maggiormente sfruttato il settore del turismo, uno delle potenziali fonti di maggior sviluppo e occupazione, decisamente ancora troppo poco valutato. Le nostre proposte sono queste; l’intento, ora, è quello che vengano attentamente prese in considerazione da chi di dovere.

 

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