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Abruzzo. Province vicine al default: a rischio gestione e manutenzione di scuole, strade e ambiente

I presidenti delle Province abruzzesi lanciano un nuovo appello ai parlamentari affinche’ si attivino per evitare il default delle amministrazioni provinciali. L’ennesimo grido d’allarme e’ stato lanciato, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa dal presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, dal presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino, e dal presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, il quale ha invitato i parlamentari abruzzesi a “non votare la finanziaria che segna la fine o l’avvio della fine delle Province”. Assente, per impegni istituzionali, il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio De Crescentiis. Nel mirino dei rappresentati degli enti provinciali il maxiemendamento varato dal Governo ed approvato in Senato, che se dovesse avere il via libera da parte della Camera “non consentira’ alle Province di garantire i servizi fondamentali legati a scuole strade e ambiente”. Complessivamente il disavanzo delle quattro Province abruzzesi e’ di 35 milioni di euro. Relativamente a L’Aquila e’ pari a oltre 13 milioni di euro; Pescara si attesta invece sui 10 milioni di euro, Chieti a poco piu’ di 7 milioni di euro e Teramo a 4 milioni e mezzo. Nello specifico, i presidenti delle Province italiane chiedono al Governo: l’eliminazione o la riduzione del contributo alla finanza pubblica; l’incremento del contributo per strade e scuole da 150 a 250 milioni; la costituzione di un fondo nazionale di 50 milioni di euro per il mantenimento degli equilibri finanziari delle Province ; un fondo di 113 milioni per la copertura integrale delle spese da sostenere per l’assistenza alla disabilita’; l’eliminazione delle sanzioni per lo sforamento del patto di stabilita’ del 2015; la moratoria totale dei mutui accesi con la Cassa Depositi e Prestiti per il 2016; la trasformazione in Hub delle aree vaste rendendole in grado di svolgere per i Comuni la funzione di Stazione Unica Appaltante. “Da quando siamo stati eletti – ha detto Di Marco – ci siamo attivati per assicurare i servizi legati alle tre funzioni che ci hanno affidato: strade, scuole e ambiente. Adesso vogliamo quindi fare il bilancio e avere i soldi per intervenire su quei settori. Ai nostri parlamentari – conclude – chiediamo di impegnarsi affinche’ le istanze del territorio arrivino anche dove si decide il futuro dei nostri cittadini”. “La legge Delrio – ha sostenuto Pupillo – e’ stata applicata in maniera sbagliata. Un anno fa ci hanno chiesto di diventare presidenti senza soldi e budget. Ora chiediamo che finalmente ci diano le risorse per adempiere alle tre funzioni fondamentali che ci hanno assegnato. Siamo in diffcolta’ e chiediamo un segnale forte da parte dei nostri parlamentari: devono dire no a questa finanziaria che segna la fine delle Province”. “Se non c’e’ – ha aggiunto Di Sabatino – ancora un’idea chiara su quello che dovranno diventare le aree vaste, ci lascino intanto lavorare con quello che abbiamo per poter assicurare i servizi che ci hanno affidato”.

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