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Abruzzo, province: sì a riduzione

Istituzione delle città metropolitane, riduzione delle Province, cancellazione degli enti strumentali quali Consorzi, Spa, Agenzie: è quanto prevede una proposta di legge, presentata anche in Abruzzo dall’Unione delle Province Italiane (Upi). Ad illustrare il documento è stato il presidente dell’Upi regionale nonchè presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, insieme al presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, ed ai presidenti dei consigli provinciali di L’Aquila e Teramo, Filippo Santilli e Mauro Martino. Secondo quanto riferito dai quattro presidenti, la proposta permetterà un risparmio annuo di cinque miliardi di euro a fronte dei 65 milioni di euro, previsti nel decreto «Salva Italia». Dei cinque miliardi di euro, ben 2,5 miliardi dovrebbero provenire dalla riorganizzazione degli uffici periferici, prevista nell’ambito della riduzione delle Province e dal conseguente riordino delle circoscrizioni, mentre 1,5 miliardi dalla cancellazione degli enti strumentali. E in tema di riduzione delle Province, in Abruzzo dovrebbero scendere a due: Chieti-Pescara e Teramo-L’Aquila. L’idea di accorpare prima i servizi e poi i territori di Chieti e Pescara era già stata lanciata nell’estate scorsa proprio dai presidenti delle due amministrazioni provinciali di Chieti e Pescara. «Con la nostra proposta, fortemente innovativa, – ha commentato Di Giuseppantonio – vogliamo sostenere il governo nella riforma del Paese». Anche per Testa e Santilli, si tratta di una iniziativa «seria, concreta, che serve davvero a ridurre i costi e a ridare ossigeno alle casse dello Stato». Entrambi hanno anche tenuto a sottolineare l’importanza e l’utilità assunta dalle Province in occasione dell’emergenza neve che, nei giorni scorsi, ha colpito l’intera regione Abruzzo. Martino, da parte sua, ha evidenziato il carattere democratico della proposta, i cui risparmi previsti potranno permettere agli enti locali un rilancio degli investimenti.

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