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Abruzzo. Presentato il Piano delle attività estrattive: “un comparto che attendeva un disciplinare da 30anni”

La Regione Abruzzo questa mattina ha presentato in conferenza stampa il nuovo Piano regionale delle attività estrattive (PRAE), redatto dai professionisti selezionati da Abruzzo Sviluppo Spa, che disciplinerà la presenza, sul territorio regionale, di cave e torbiere in una logica che contempla la sostenibilità ambientale, ma anche lo sviluppo economico e sociale.

“Finalmente regole precise nel rispetto del territorio”, ha commentato il governatore Luciano D’Alfonso, “in un comparto che attendeva un disciplinare da oltre 30 anni.

Il Piano risponde, infatti, a quanto richiesto dalla Legge Regionale 26.07.1983, n. 54, “Disciplina generale per la coltivazione delle cave e torbiere nella Regione Abruzzo” e in quest’ottica la Regione ha affidato alla in house Abruzzo Sviluppo SpA l’incarico di svolgere tutte le attività per la redazione del PRAE.

Abruzzo Sviluppo, sulla base dei criteri formulati dagli Uffici regionali preposti e basandosi sulle risultanze degli studi preliminari già effettuati, ha aggiornato i dati necessari per rispondere in modo efficace alle esigenze di sviluppo sostenibile del settore, nel rispetto della vocazione verde della regione Abruzzo.

La in house regionale, con l’ausilio di qualificati professionisti del settore (Lidia Flocco, avvocato: Antonello Fanti, ingegnere minerario; Oscar Moretti, geologo; Marcello Borrone, architetto urbanista; Umberto De Massis, agronomo; Marco Di Marzio, economista; Lino Pagliarulo esperto informatico), ha risposto pienamente alle aspettative della Regione Abruzzo, consegnando i lavori prima del termine stabilito contrattualmente.

Lo studio preliminare del PRAE è strutturato in 5 Parti:

1. Relazione Generale,

2. Il Censimento delle cave e delle Miniere,

3. Il PRAE,

4. Il compendio di Regole,

5. Studi propedeutici al Piano Cave delle Attività Estrattive

“Un risultato importante – ha rimarcato D’Alfonso – al quale si arriva dopo decenni di assenza del Piano e di dispendio di economie pubbliche. Quasi un paradosso – ha aggiunto – che testimonia solo l’impegno che è mancato. Noi, invece, in appena 18 mesi, abbiamo assunto l’obiettivo e lo abbiamo portato a termine. Per questo, – ha concluso – mi ritengo molto soddisfatto, così come lo sono anche per gli altri obiettivi che abbiamo in agenda circa le regole riguardanti l’uso del suolo”.

Dal censimento svolto nel 2012, e aggiornato nel 2015, in Abruzzo sono attive 265 cave e 2 miniere; mentre i siti dismessi sono 499. Le superfici autorizzate al 2015 sono 1.477,55 ettari (+4,45% rispetto al 2012). Mentre i volumi autorizzati sono 134.724.419 metri cubi. A fine 2012 esisteva un residuo pari al 61% sul totale autorizzato a livello regionale.

“E’ un provvedimento importante e strategico per la Regione – ha detto il Sottosegretario Mario Mazzocca, che ha la delega alle cave e torbiere. – Il piano prevede il conseguimento nel breve – medio periodo di un miglioramento del livello di sostenibilità ambientale ed economica dell’attività estrattiva, perseguendo il contenimento del consumo del territorio, la razionalizzazione delle metodologie di coltivazione, la qualificazione dei recuperi ambientali e la valorizzazione dei prodotti estratti. Un altro aspetto importante, – ha aggiunto Mazzocca, – è la verifica dei risultati del piano che avverrà in tempo reale anche grazie all’utilizzo di un software che consentirà di monitorare l’attività delle cave operative sul territorio regionale”.

Il PRAE nella sua formulazione complessiva risponde all’obbligo dell’art. 7 della L.R. 54/83 di contenere:

· l’individuazione delle aree suscettibili o meno di attività estrattiva;

· il censimento delle attività in esercizio e quelle abbandonate;

· la stima dei fabbisogni;

· le prescrizioni d’ordine generali di tutela ambientale, di igiene e sicurezza dei lavoratori e di incolumità di cose e persone.

L’elemento caratterizzante di questo Piano – ha commentato il direttore del dipartimento Governo del territorio Emidio Primavera – è che va nella direzione del recupero di cave già esistenti, piuttosto che nell’attivazione di nuovi siti, in un’ottica di valorizzazione e tutela del territorio”.

E di “innovazione” ha parlato la dirigente del servizio Attività estrattive Iris Flacco, spiegando che “la struttura del Piano tiene conto di un territorio che cambia e quindi si adegua ad esso, utilizzando le risorse già esistenti e adattandosi alle normative vigenti in ambito architettonico, urbanistico e ambientale”.

“Questo Piano è un punto di partenza e non di arrivo – ha rimarcato invece il presidente di Abruzzo Sviluppo Manuel De Monte – perché da qui parte non solo il dibattito pubblico, ma anche il confronto politico e con tutti i portatori di interesse per attuare un reale e concreto sviluppo in un’ottica di sostenibilità ambientale e recupero delle risorse esistenti nella Regione verde. Per questo sono particolarmente soddisfatto del lavoro svolto da Abruzzo Sviluppo, che è riuscita a conciliare la qualità del lavoro svolto con una tempistica davvero celere”.

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