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Abruzzo. Per l’economista Ronci “siamo nel pieno di una grave crisi economica”: le imprese devono essere più competitive

L’Istat non ha ancora diffuso i dati regionali sul PIL 2015.
L’incremento dello 0,3% del PIL abruzzese nel 2015 è un dato Prometeia diffuso dal Cresa. Comunque, ammesso che nel 2015 l’incremento del PIL abruzzese sia dello 0,3%, rimane il fatto che tale incremento:
è meno della metà di quello nazionale che è stimato allo 0,7%; è meno di 1/8 della flessione del 2,5% subita nel 2014 che ha fatto registrare all’Abruzzo il peggior risultato tra le regioni italiane.
– 9.000 disoccupati (Fonte Istat)

Nei primi nove mesi 2015 i disoccupati in Abruzzo hanno registrato un decremento di 8.000 unità.

Comunque, anche se positivo, nei primi nove mesi 2015 il decremento dei disoccupati in Abruzzo, in valori percentuali, è stato dell’ 11,9% valore di gran lunga inferiore rispetto al dato nazionale che ha registrato una flessione del 21,7%.
GLI OCCUPATI

Nei primi nove mesi 2015 gli occupati in Abruzzo hanno subito una flessione di 35.000 unità.
In valori percentuali il decremento abruzzese è stato del 6,9% in controtendenza rispetto al dato nazionale che ha segnato un incremento dell’1,2%.
Tale pesante flessione ha posizionato l’Abruzzo all’ultimo posto della graduatoria nazionale.
+ 1.774 imprese attive (saldo + 530) nel 2015 (Fonte Cresa)
I dati movimprese mostrano che l’Abruzzo, nei primi nove mesi 2015, ha registrato i seguenti risultati:
nuove iscrizioni 6.830;
cancellazioni 6.553.
Il saldo, dato dalla differenza tra le iscrizioni e le cessazioni, è stato di 277 imprese pari ad un incremento percentuale dello 0,19% valore pari a meno di 1/3 di quello nazionale che è stato dello 0,65%.

Le imprese artigiane
I dati movimprese mostrano che l’Abruzzo, nei primi nove mesi 2015, ha registrato, per le imprese artigiane i seguenti risultati:
nuove iscrizioni 1.446;
cancellazioni 2.129.
Il saldo, dato dalla differenza tra le iscrizioni e le cessazioni, è stato di 683 imprese in meno pari ad una flessione percentuale del 2,07% valore pari al doppio di quello nazionale che è stato del 1,04%.

Export + 3,5% (III trimestre 2015 > III trimestre 2014)

Nel primi nove mesi 2015 l’export abruzzese ha registrato, rispetto ai primi nove mesi 2014, un incremento di 198 milioni di euro. In valori percentuali l’incremento è stato del 3,8%, valore comunque più basso di quello nazionale che è cresciuto del 4,2%.

L’incremento è, però, dovuto a due andamenti di segno opposto.
Da una parte l’export dei mezzi di trasporto si incrementa del 10,2%, mentre quello nazionale cresce dell’ 16,1%, d’altra l’export dei prodotti diversi dai mezzi di trasporto registra una variazione negativa pari all’1,4%, valore in controtendenza con il dato nazionale che cresce del 2,9%, export, quest’ultimo, che è stato realizzato dalle micro e piccole imprese abruzzesi che continua a registrare decrementi al contrario di quanto avviene per l’export dei mezzi di trasporto effettuato dalle multinazionali che continua a crescere

Popolazione

Nei primi otto mesi l’Abruzzo perde 4.060 abitanti e decresce dello 0,30% molto di più rispetto all’Italia che flette dello 0,18%

I dati delle variazioni percentuali della popolazione abruzzese sono peggiori di quelle medie nazionali da ormai 3 anni

Considerazioni

I dati e gli indicatori analizzati dimostrano che l’Abruzzo è nel pieno di una grave crisi economica che continua ad allontanare la regione da quelle del centro-nord ed evidenziano un sistema produttivo locale molto fragile che non riesce a competere con un sistema globalizzato.
La regione Abruzzo, che nel secolo scorso sembrava stesse per raggiungere il centro-nord, negli anni 2000, soprattutto per effetto della cessazione degli aiuti straordinari, entra in crisi e il blocco della crescita economica abruzzese fa sorgere dubbi sulla sostenibilità di questo modello di sviluppo che non ha saputo reagire al passaggio da economia assistita ad economia di mercato.
Per tornare a crescere serve una politica che punti, oltre che al potenziamento delle infrastrutture e alla creazione dei poli di innovazione e delle reti di imprese (i poli e le reti interessano un numero marginale di imprese), a far fare un salto di qualità al sistema produttivo locale abruzzese, salto di qualità che, per essere realizzato, deve avere come “priorità assoluta il miglioramento della competitività delle imprese (in particolare delle micro-imprese che rappresentano il 95% delle aziende e impiegano il 52% degli addetti)”.
L’intervento più importante ed efficace in questo senso è quello di mettere a disposizione delle imprese non contributi ma servizi capaci:
• di attivare innovazioni di prodotti e di processi;
• di intercettare nuovi mercati nazionali e internazionali.

N. B.
I dati e gli indicatori esposti nel rapporto sono frutto di elaborazioni di dati “Istat”.
Per le imprese i dati e gli indicatori esposti sono frutto di elaborazioni di dati “movimprese”.

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