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Abruzzo. Per le imprese la crisi è stata più pesante che in altre parti d’Italia

“In Abruzzo la crisi e’ stata piu’ pesante che in altre parti d’Italia e la ripresa piu’ faticosa” ma con alcune mosse contrassegnate dalla “concretezza” si puo’ pensare di “agganciare la ripresa” e le cose da fare “vanno fatte insieme”. Queste le riflessioni del vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli in occasione della presentazione dell’indagine semestrale sull’industria abruzzese promossa da Confindustria. “Uno degli errori della Regione e’ stato di non fare sistema”, ha fatto notare Lolli, per poi parlare degli “strumenti normativi e finanziari” a disposizione. La strada da seguire, per il vice presidente, e’ quella dell’impegno, “sulle situazioni di crisi”, sulle quali “c’e’ da combattere senza mollare”, e si deve puntare sulla “semplificazione” e sui “servizi”: sono cose concrete, che “non risolvono i problemi d’Abruzzo con la bacchetta magica. Ma se le facciamo insieme, credo che potremo fare qualche passo avanti”. Lolli ha fatto riferimento anche all’abolizione dell’ addizionale: “non ci sono margini”, ha ammesso.
Anche in Abruzzo cominciano a confermarsi, dopo anni estremamente negativi, alcuni segnali di ripresa, seppur molto deboli e incerti, e sono ancora troppe le incognite che possono far prefigurare una definitiva uscita dalla crisi e tante le questioni che vanno aggredite”. Con queste parole il presidente regionale di Confindustria, Agostino Ballone, ha aperto la presentazione dell’indagine semestrale di Confindustria Abruzzo relativa al secondo semestre 2015. L’indagine, ha detto sempre Ballone, evidenzia uno scenario generale con “molti indicatori in miglioramento, anche se talvolta la variazione e’ particolarmente contenuta. Le principali aree di criticita’ continuano ad essere rappresentate dall’ulteriore riduzione delle imprese manifatturiere registrate presso le Camere di commercio, l’ulteriore aumento della disoccupazione e la quasi assoluta mancanza di investimenti” e quest’ultimo fattore “costituisce un’ipoteca sulla possibilita’ per il sistema imprenditoriale regionale di cogliere quei seppur timidi segnali di ripresa che si prevedono”. Alla politica il numero uno di Confindustria chiede “decisioni rapide ed efficaci che permettano di superare definitivamente i forti segnali di debolezza strutturale che ancora caratterizzano il sistema economico locale”. I temi su cui dovra’ svilupparsi il confronto sono “l’attrazione e la ripresa di investimenti e, quindi, le politiche industriali e del territorio di contesto, le politiche fiscali e la fiscalita’ di vantaggio, l’avvio immediato delle fasi attuative delle programmazioni dei fondi comunitari e nazionali necessario per immettere liquidita’ nel sistema, le aree di crisi, il credito, la valorizzazione del comparto turistico, la riorganizzazione dei servizi pubblici locali e della sanita’”.

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