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Abruzzo, patto sviluppo: Febbo non capisce

«Non comprendo l’atteggiamento ostinato di Cna, Confartigianato e Confesercenti che minacciano di uscire dal Patto per lo Sviluppo sottoscritto il 14 aprile scorso. Questo Governo regionale, come sottolineato dal presidente Chiodi, sta lavorando esclusivamente per il bene e lo sviluppo sia delle categorie economiche sia per gli abruzzesi tutti». Così l’assessore alle Politiche agricole della Regione Abruzzo, Mauro Febbo, risponde in una nota alle continue polemiche innescate dalle associazioni sul tema dei Confidi. «È veramente paradossale – spiega Febbo – che sigle autorevoli come Cna, Confartigianato e Confesercenti non colgono il vero senso della modifica apportata alla Legge sui confidi. L’emendamento a mia firma, approvato durante il Bilancio di fine anno, non sconvolge o cambia lo spirito originario della Legge. Ribadisco che la norma approvata è chiara e fissa solo alcuni paletti inerenti IL mondo agricolo. Nello specifico è stata sanata un’anomalia che avrebbe fortemente penalizzato strutture creditizie che, pur non avendo sede legale in Abruzzo, hanno aggregato realtà storicamente operative in regione con esperienza e legame territoriale ormai consolidati sposando in pieno la filosofia della riforma regionale della legge 37/2010». «Nella sostanza – sottolinea l’assessore – la modifica prevede che potranno accedere ai finanziamenti solo ed esclusivamente le cooperative di garanzia agricole che hanno sede legale fuori regione, ma sede operativa in Abruzzo e che abbiano incorporato entro il 31 dicembre 2011 le cooperative di garanzia aventi sede legale in Abruzzo. Infatti il provvedimento non stravolge assolutamente lo spirito della legge (37/2019) sugli Istituti di garanzia che sono chiamati a rafforzare le strutture dei confidi, affinchè rappresentino una vera cerniera tra il sistema impresa e il mondo bancario». «Quindi – conclude Mauro Febbo – invito le associazioni di categoria a non cadere in particolarismi di parte cercando solo di salvaguardare esclusivamente il proprio orticello. Pertanto auspico che Cna, Confesercenti e Confartigianato assumano un atteggiamento lungimirante e lavorino insieme alle altre realtà economiche per rispondere adeguatamente alle esigenze dei lavoratori adeguandosi allo spirito della Legge 37/2010. Oggi la crisi e la situazione economica che viviamo ci impone di intervenire aiutando tutte le realtà produttive del sistema Abruzzo, quindi auspico che il Patto per lo Sviluppo torni a essere al più presto uno strumento per unire le forze e non un pretesto per fomentare sterili polemiche».

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