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Abruzzo, partono i saldi. Ma non ci crede più nessuno

Partono i saldi invernali in Abruzzo e in Molise, ma in realtà le offerte e i ribassi non sono mai terminati.
La merce, ormai, è in saldo tutto l’anno.
I clienti, spesso fidelizzati attraverso apposite card rilasciate dai negozianti, vengono avvisati degli sconti con telefonate, sms ed e-mail. Senza contare le sistematiche attività promozionali della grande distribuzione, e in particolare degli outlet, ormai disseminati in tutta la regione. Inoltre, grazie ai social network e soprattutto ai siti web dedicati ai gruppi d’acquisto, come Groupon, Letsbonus, Glamoo e molti altri, tarati su scala locale, anche le piccole attività commerciali hanno la possibilità di proporre maxi-offerte 365 giorni all’anno. Il crollo dei consumi, frutto avvelenato della crisi economica, spinge i negozianti a reinventare le proprie politiche di prezzo e di marketing, sperimentando nuove forme. In un contesto simile, sempre più globale e mediatizzato, appaiono quasi anacronistici quei vecchi cartoni gialli con la scritta “saldi” esposti al di là delle vetrine. Una tradizione che tuttavia prosegue, anche se l’appeal sui consumatori scema di anno in anno, complici le crescenti difficoltà delle famiglie. Le camere di commercio delle quattro province abruzzesi e dei due comprensori molisani, ad ogni modo, hanno ufficializzato i calendari relativi al 2013: via libera ai maxi-sconti da oggi al 5 marzo per il periodo invernale e dal 6 luglio al 3 settembre per quello estivo. Le previsioni, però, non sono affatto rosee, nonostante i prezzi risultino mediamente dimezzati: secondo Confcommercio la quota di coloro che approfitteranno dei saldi invernali scenderà dell’8% rispetto allo scorso anno e interesserà solamente il 60% della popolazione, che per la gran parte non supererà il tetto dei 200 euro di spesa. In Abruzzo, nelle settimane passate, una decina di attività commerciali ha subito multe da 3 mila euro per aver proposto sconti e offerte fuori dai termini stabiliti. Le regole devono valere per tutti, ma di fronte all’erosione di attualità e di efficacia dei saldi, ci si chiede se abbia ancora senso fissare termini rigorosi o se sia meglio liberalizzare. La possibilità di proporre promozioni tutto l’anno, d’altronde, potrebbe generare benefici sia per i commercianti che per i consumatori. Adiconsum, intanto, ha diffuso un decalogo per aiutare i cittadini a orientarsi ed evitare brutte sorprese: l’associazione di categoria ricorda che sull’oggetto in saldo deve essere sempre riportato il prezzo d’origine, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale, suggerisce che è meglio diffidare dei negozi che espongono cartelli con offerte esagerate e rimarca che gli sconti superiori al 50% nascondono spesso merce non proprio nuova. Inoltre invita a fare attenzione all’eventuale presenza di merce venduta a prezzo pieno insieme alla merce in sconto e a confrontare i prezzi con quelli di altri negozi. Adiconsum, infine, fa notare che i negozianti che normalmente accettano pagamenti con bancomat o carte di credito devono continuare ad accettarli durante i saldi.
Da Il tempo

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