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Abruzzo. Olio: ottime le prospettive per la produzione. In gran parte della regione +50% rispetto all’anno scorso

Si va delineando con più precisione il profilo della campagna olearia 2015/16. Un quadro più vicino alle reali potenzialità del settore emergono dall’indagine realizzata, sull’intero territorio nazionale, da Unaprol e dal Consorzio Nazionale degli Olivicoltori (CNO). Il monitoraggio ha riguardato tutta la produzione olivicola italiana, potendo i due consorzi contare, sulla più grande rete di osservatori a livello nazionale.

Sono buone le prospettive per quanto riguarda l’Abruzzo. A Chieti, Pescara e Teramo si attende una produzione largamente superiore al +50% rispetto allo scorso anno. Diversa, invece la situazione a L’Aquila, dove le previsioni sono comunque positive: nella Valle di Roveto, la produzione è stimata in un +20/30% rispetto alla campagna precedente e nella Valle Peligna in un intervallo compreso tra il +30/50%. Unica eccezione in provincia di Teramo l’areale della Valle Vomano, dove l’allegagione e la fruttificazione hanno parzialmente deluso le aspettative rispetto alla fioritura. Va sottolineato infatti che, nonostante l’ottima fioritura, le condizioni metereologiche (troppa umidità durante il periodo dell’allegagione e forte siccità durante l’estate), hanno compromesso l’aspetto quantitativo; diversamente, sotto il profilo qualitativo, si prevede un’ottima raccolta grazie all’assenza di attacchi di mosca o di altri parassiti. In provincia di Pescara, invece, leggeri danni da mosca si sono registrati nelle zone costiere (fenomeno totalmente assente nelle zone interne).

Andamento della campagnanazionale  2015-2016 –Dopo un 2014 da dimenticare, buone le attese per la nuova produzione di olio di oliva sia in termini qualitativi che qualitativi. A determinare tali previsioni, nel complesso positive, una stagione caratterizzata da condizioni climatiche prevalentemente favorevoli e dalla sostanziale assenza di problemi fitosanitari rilevanti. Il pericolo mosca è stato scongiurato soprattutto grazie alle alte temperature che si sono registrate nei mesi estivi, il cui protrarsi, però, unitamente alla prolungata assenza di precipitazioni, ha ostacolato in alcune zone il normale sviluppo vegetativo degli oliveti, impedendone la piena carica produttiva. Questo ha fatto sì che, pur essendo le previsioni di produzione in netto rialzo rispetto alla annata precedente, si presagisca una raccolta comunque inferiore a quella ancora precedente del 2013-2014.

Dalle indagini svolte sul territorio la fase della fioritura relativa alla campagna 2015-2016 è stata giudicata generalmente buona, se non ottima particolarmente nelle aree tradizionalmente soggette ad alternanza per motivazioni legate tanto alle cultivar dominanti, quanto alle modalità di conduzione degli oliveti. A ciò va aggiunta l’assenza di significativi fenomeni climatici che abbiano impattato negativamente in questa fase fenologica. In dettaglio nelle aree interne della Campania e dell’Abruzzo sono stai segnalati casi di fioriture non ottimali sulle quali un impatto rilevante sembra essere stato determinato dall’occhio di pavone che, durante l’inverno precedente, ha causato una forte defogliazione e, dunque, scarsa vegetazione con conseguente limitata presenza di gemme.

Anche l’allegagione è risultata buona nella maggior parte delle aree osservate: in linea generale anche in questa fase, infatti, le condizioni climatiche sono state favorevoli e hanno determinato la trasformazione di un’alta percentuale di fiori in frutti. Localmente condizioni climatiche particolari come elevate temperature ed eccessi di umidità e le caratteristiche varietali hanno comportato una percentuale di allegazione al di sotto delle aspettative. Nella fattispecie sono stati segnalati il Moraiolo nei comprensori del grossetano e del perugino e la Ravece nella provincia di Avellino. In questi areali le condizioni climatiche sono state poco favorevoli anche nella fase di fruttificazione influenzata particolarmente dalla siccità e dalle alte temperature del periodo estivo. Particolarmente penalizzato l’areale di Avellino dove si sono verificate anche delle grandinate. Ad eccezione dunque di condizioni localmente sfavorevoli la fruttificazione, in pressoché tutti gli areali interessati dal monitoraggio, è stata giudicata da discreta a buona. L’andamento climatico ha comportato un anticipo della maturazione dei frutti di circa due settimane in alcuni areali quali il grossetano, la provincia di Catanzaro, la fascia ionica del cosentino, le province di Taranto e Catania.

 

Il monitoraggio della mosca olearia ha evidenziato percentuali di infestazioni largamente al di sotto delle soglie di intervento facendo presagire nella gran parte degli areali oggetto di rilevazione un ottimo livello qualitativo. Con queste premesse, tanto in termini quantitativi quanto qualitativi, si registra il segno positivo in tutte le regioni olivicole con una sola eccezione: si tratta della Sardegna, particolarmente delle province di Cagliari ed Oristano dove rispettivamente la scarsa allegagione prima e le fortissime grandinate e l’alternanza di produzione poi, hanno causato una notevole diminuzione della produzione. È opportuno precisare che, nel panorama negativo delle produzioni della precedente campagna, la Sardegna aveva fatto registrare eccezionalmente una crescita produttiva. A fronte di una elevata produzione di olive è importante rilevare come, almeno nelle prime fasi di questa campagna, si stiano riscontrando delle rese in olio inferiori di 2–3 punti percentuale rispetto ai valori medi.

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